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Papa Francesco in Colombia: processo di pace non ferma la violenza, dice MSF

Mentre Papa Francesco parte per la Colombia, Medici Senza Frontiere avverte che nonostante il processo di pace nel Paese sono sempre alti i livelli di violenza.

"Nonostante la fine del conflitto con le FARC-EP (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia - Esercito del Popolo), la violenza rimane un grave problema in gran parte del Paese" viene denunciato in un rapporto di Medici Senza Frontiere mentre Papa Francesco si accinge a compiere il viaggio apostolico nel Paese, che mostra come "l'aumento della presenza e dell'influenza di organizzazioni criminali e altri gruppi armati abbia portato a un alto numero di minacce, omicidi mirati, rapimenti, sparizioni, molestie, estorsioni e restrizioni ai movimenti, con un impatto significativo sulla salute mentale e fisica delle persone".

"MSF ha analizzato la situazione dei propri pazienti di Buenaventura e Tumaco, ma i livelli di violenza e i bisogni riscontrati in queste due città possono essere considerati uno specchio plausibile della realtà sia nelle aree urbane sia in quelle rurali di molte altre province della Colombia" dichiara infatti Juan Matias Gil, capo missione di MSF in Colombia.

"Il rapporto di MSF 'All'ombra del processo di pace' si basa su dati medici raccolti dalle équipe di MSF in due anni di lavoro a Buenaventura e Tumaco. - viene spiegato - Attraverso le informazioni ottenute da medici e psicologi di MSF durante le consultazioni con 6.000 pazienti tra il 2015 e il 2016, il rapporto mostra che l'esposizione a eventi violenti o al rischio di violenza porta a immense sofferenze mentali nella popolazione, con sintomi che includono depressione (sperimentata dal 25% dei pazienti), ansia (13%), disordini mentali (11%) e disordini da stress post-traumatico (8%)".

"La risposta ai bisogni di salute mentale delle persone è largamente insufficiente. C'è un deficit nella fornitura di servizi di salute mentale a livello di base, nonostante i bisogni considerevoli della popolazione e l'esistenza di un quadro normativo sulle cure e l'assistenza per le vittime di conflitti armati interni. - prosegue Gil - Poiché i servizi di salute mentale sono disponibili solamente nelle grandi città e non nei centri sanitari locali, di fatto alle persone è precluso l'accesso alle cure di cui hanno bisogno".

"Non c'è nessuno psichiatra a Buenaventura. - conferma anche Brillith Martínez, psicologa MSF nella città sudamericana - Se una persona ha bisogno di cure psichiatriche, deve andare a Cali, a tre ore e mezzo di distanza. Molte persone che vivono qui non possono permettersi il viaggio, così molte vittime non ricevono un trattamento completo". Proprio per questo MSF offre anche un servizio di consultazioni telefoniche gratuito. "Alcuni pazienti vengono nella nostra clinica di persona, ma molti di essi usufruiscono del nostro servizio telefonico. In questo modo assicuriamo alle donne che non vogliono essere viste entrare nella clinica - e quindi che non vogliono far sapere di essere state vittime di violenza - di ricevere l'assistenza psicologica di cui hanno bisogno", continua Martínez.

Purtroppo "i dati del rapporto mostrano che solo il 9% delle vittime di violenza sessuale visitate da MSF è trattato entro 72 ore dall'aggressione. - viene evidenziato - Un tale ritardo limita l'efficacia dei trattamenti medici e aumenta il rischio di malattie sessualmente trasmissibili e di gravidanze indesiderate". MSF lancia quindi "un appello allo Stato colombiano affinché aumenti gli sforzi per l'attuazione della legislazione esistente, e incrementi le cure psicologiche per le vittime di violenza sessuale a livello di base".

© riproduzione riservata | online: | update: 07/09/2017

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