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Gabriel Garcia Marquez è morto. Presidente Colombia: 3 giorni di lutto

E' morto all'età di 87 anni il premio Nobel per la letteratura Gabriel García Márquez, autore di Cent'anni di solitudine. Il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, proclama tre giorni di lutto nel corso di un discorso alla nazione dove la bandiera è stata issata a mezz'asta. Santos chiede a tutti i colombiani di dedicare "una preghiera per l'anima di Gabo" quando si recheranno in Chiesa per la celebrazione del Venerdì Santo.

E' morto il premio Nobel per la letteratura Gabriel García Márquez, all'età di 87 anni. Márquez era stato ricoverato, e poi dimesso, il 3 aprile scorso a causa dell'aggravarsi di una infezione polmonare. I medici, però, avevano avvertito che le condizioni di salute dell'autore di Cent'anni di solitudine erano davvero precarie. Qualche giorno fa la sorella dello scrittore, Aida (83 anni), aveva sottolienato ad una emittente colombiana: "Dobbiamo essere pronti alla volontà di Dio. Uno vorrebbe che la gente fosse eterna, che non morisse mai, ma dobbiamo essere pronti alla volontà di Dio". Gabo è morto questa mattina, nella sua casa a sud di Città del Messico. Il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale per Gabriel García Márquez, nel corso di un discorso dove la bandiera è stata issata a mezz'asta. Santos ha ricordato Gabo come "il compagno più amato e amminato connazionale di tutti i tempi", e non solo per essere stato il maggior esponente del cosiddetto realismo magico in narrativa, contribuendo a rilanciare fortemente l'interesse per la letteratura latinoamericana. Cent'anni di solitudine è stato votato, durante il IV Congresso internazionale della Lingua Spagnola, come seconda opera in lingua spagnola più importante mai scritta, preceduta solo da Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes.

"La Colombia intera deve tanto a García Márquez! Egli ha dato voce al nostro silenzio e alle leggende dei nostri antenati" ha ricordato infatti Santos, sottolineando inoltre come Gabo abbia "sempre sostenuto la causa della giustizia e dell'istruzione", senza dimenticare che lavorò "per portare la pace" nel Paese. "Gabriel García Márquez ha lavorato con le parole e con le idee. - continua il presidente colombiano - Le fece volare e le portò fino alle vette più alte della fantasia, facendoci credere, quindi, grazie al suo carattere eccezionale che ciò che si sognava era possibile, e che gli eventi improbabili accaduti a Macondo erano realmente esistiti". Cent'anni di solitudine narra infatti le vicende delle varie generazioni della famiglia Buendía, il cui capostipite, José Arcadio Buendía, fonda la città di Macondo, paese immaginario, immerso nella foresta colombiana, che dovrebbe trovarsi presso la penisola della Guajira, secondo le indicazioni fornite nel romanzo daallo stesso Gabriel García Márquez. Juan Manuel Santos, che ha consegnato il suo messaggio alla città di Cartagena, dove per anni ha vissuto García Márquez e che oggi è vestita a lutto portando indosso una cravatta nera, ha chiesto a tutti i colombiani di dedicare "una preghiera per l'anima di Gabo" quando si recheranno in Chiesa per la celebrazione del Venerdì Santo.

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