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Colombia: terzo sacerdote ucciso. Cardinale: fiducia in colloqui pace

Un terzo sacerdote è stato ucciso in Colombia in meno di due settimane. Violenze che si sommano a quelle che i guerriglieri continuano a perpetrare nel Paese, nonostante FARC e governo cerchino un negoziato per la pace. E proprio il Presidente della Conferenza Episcopale della Colombia invita "tutti ad avere fiducia nei colloqui di pace".

Solo ieri riportavamo la notizia di due sacerdoci uccisi in Colombia in meno di 15 giorni, che oggi l'Agenzia Fides rende noto che un terzo sacerdote è stato assassinato nel Paese. Il governo della Colombia, in quest'ultimo periodo, sta affrontanfo la delicata questione di un negoziato di pace con le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), che però hanno già annunciato che non vogliono rinunciare al loro "diritto a catturare prigionieri di guerra". Come spiega l'Agenzia Misna, infatti, nel giro di 24 ore oltre ad essere rimasti uccisi negli scontri sei guerriglieri e due poliziotti, due cittadini tedeschi sono stati sequestrati, anche se il rapimento sarebbe da imputare all'Esercito di liberazione nazionale (ELN, seconda guerriglia colombiana), gli stessi che il 18 gennaio scorso avevano "catturato sei impiegati di un'azienda mineraria – due peruviani, un canadese, due colombiani e un altro dipendente di cui non è chiara l'origine – ancora nelle sue mani", come ricorda sempre Misna. L'ELN sembra convinto del fatto che i due tedeschi siano membri dell'intelligence, ma il presidente della Colombia Juan Manuel Santos assicura del contrario, invitando i guerriglieri a liberarli senza condizioni. Tra le richieste che la ELN fa al governo, c'è anche quella di potersi sedere insieme ai rappresentanti delle FARC al tavolo dei negoziati, ma Santos esclude tale possibilità. Per quale motivo (è per mano di chi), invece, un terzo sacerdote è stato ucciso in Colombia non è ancora del tutto chiaro, anche se il Presidente della Conferenza Episcopale della Colombia, il neo Cardinale Rubén Salazar Gómez, Arcivescovo di Bogotà, esorta "tutti colombiani ad avere fiducia nei colloqui di pace che si svolgono a Cuba fra delegati del governo e le FARC", come sottolinea l'Agenzia Fides. Padre José Ancizar Mejia Palomino, 84 anni, è stato ucciso il 2 febbraio, lo stesso giorno di Padre Luis Alfredo Suárez Salazar. Ma mentre padre Salazar è stato freddato da alcuni colpi di arma da fuoco mentre si trovava nel quartiere di Martinete, forse però colpito per errore perché insieme ad altri due uomini anch'essi morti, padre Mejia Palomino è stato invece trovato legato al letto con segni di tortura, nella sua residenza, a Caldas nel comune di Riosucio. La Fides ricorda che padre Mejia Palomino apparteneva alla diocesi di Buga, ma esercitava il suo ministero pastorale nella diocesi di Pereira come cappellano dell'orfanatrofio "Sagrada Familia" e nella Casa per anziani "Luisa de Marillac". Il Cardinale Rubén Salazar Gómez nei giorni scorsi, rammenta la Fides, aveva "denunciato la violenza che ancora sconvolge alcune regioni del Paese, citando anche Riosucio di Caldas dove sono state uccise diverse persone che lavorano per la riconciliazione e promuovono la pace fra la popolazione".

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