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San Valentino 2013: bene i fiori ma è "il nulla" il regalo preferito

A San Valentino l'innamorata che riceverà un fiore dovrà sentirsi ancora più lusingata del solito dato che, secondo un sondaggio Coldiretti, se l'omaggio floreale "resiste" su cioccolatini, prufumi e gioielli, è il "nulla" a regnare incontrastato .

Per San Valentino le occasioni per stupire la persona amata non mancano. Ovviamente tutte hanno un prezzo, se l'innamorato "coincide" ovviamente con un "consumatore". In tempi di crisi e di desertificazione spirituale, come spesso ha ricordato Papa Benedetto XVI, il "gesto" al tempo d'oggi conta poco se non è accompagnato da un cadeaux degno di questo nome. Ecco perché se da una parte i risultati di un sondaggio che ha lanciato la Coldiretti sul suo sito "rincuorano" di certo, per un verso, non possono che preoccupare. Scrive Coldiretti che per San Valentino 2013 "quasi di un innamorato su tre (32 per cento) regala fiori che si confermano come l'omaggio preferito rispetto ai cioccolatini o agli altri dolciumi (19 per cento), ai profumi o gioielli (6 per cento), ai capi di abbigliamento (4 per cento)". Ma il dato più grave rimane che "la maggioranza degli italiani (39 per cento) non regala niente, anche per effetto della crisi". Dato che "nessuno è così povero da non poter donare qualcosa" si spera che a San Valentino, chi non ha regalato nulla (di "materiale") l'abbia fatto solo per anticonformismo. Consolante comunque quanto i fiori, "tengano" sul mercato anche nel terzo millennio. L'organizzazione fondata da Paolo Bonomi osserva infatti come il fiore "si conferma simbolo della festa degli innamorati con una stima di almeno 15 milioni di fiori acquistati per una spesa di circa 75 milioni di euro tra fiori e piante". Fiori soprattutto se Made in Italy dato che "In base ai risultati dell'ultimo censimento dell'agricoltura in Italia - conclude la Coldiretti - risultano attive circa 20.500 aziende florovivaistiche, che danno occupazione ad oltre 120.000 addetti, con una superficie coltivata di oltre 36.000 ettari e che generano un valore che supera i 3 miliardi di euro".

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