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Nubifragio Sardegna, Coldiretti: greggi pecore rischiano morire di fame

La Coldiretti spiega che "il bilancio dei danni" dopo il nubigragio in Sardegna, che ha causato 16 morti, "si è profondamente aggravato nelle campagne con animali portati via dall'acqua, campi allagati, ovili distrutti, fabbricati inagibili e aziende isolate a causa della scomparsa delle strade rurali".

Dopo il nubifragio in Sardegna, che ha causato 16 morti ed un disperso, si contano i danni, stimanti in 1 miliardo di euro nonostante il governo Letta abbai stanzaito appena 20 milioni. A lanciare un nuovo allerme è poi la Coldiretti, che avverte come "interi greggi di pecore sono isolati e rischiano di morire di fame a causa della scomparsa di strade rurali ingoiate dai torrenti e dal crollo dei ponti". La Coldiretti in una nosta spiega infatti che "il bilancio dei danni si è profondamente aggravato nelle campagne con animali portati via dall'acqua, campi allagati, ovili distrutti, fabbricati inagibili e aziende isolate a causa della scomparsa delle strade rurali. - aggiungendo - C'è bisogno di mangimi, foraggio, mezzi pesanti per liberare le strade e cercare di portare un minimo di aiuto". "Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio per le vittime di questa ennesima tragedia e ringraziamo i nostri agricoltori per l'impegno ad aiutare cittadini e aziende colpiti dall'emergenza e contribuire al ripristino della sicurezza sul territorio" sottolinea il presidente Roberto Moncalvo, spiegando come sia "scattata la solidarietà con i trattori degli agricoltori della Coldiretti che sono al lavoro per ripristinare la viabilità e consentire di raggiungere le aziende agricole isolate". La Coldiretti precisa quindi come "servano le opere infrastrutturali per la raccolta e la regimazione delle acque in una situazione in cui nell'82 per cento dei comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico per frane e/o alluvioni", ricordando che "la dimensione del rischio è ovunque preoccupante, con una superficie delle aree ad alta criticità geologica che si estende per 29.517 chilometri quadrati pari al 9,8 per cento del territorio nazionale con il risultato che in Italia quindi, oltre 5 milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni". La Coldiretti conclude evidenziando però anche come "a questa situazione non è certamente estraneo il fatto che un modello di sviluppo sbagliato ha tagliato del 15 per cento le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata", avvertendo che "ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che vengono abbandonati o occupati dal cemento".

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