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Insalata in busta: la freschezza non è più in "busta chiusa"

Per le insalate in busta, arriva la legge "salva freschezza" ma che per salvaguardare la qualità delle costose insalate in busta necessita, come chiede Coldiretti, di un decreto sui requisiti e le modalità di commercializzazione di questi prodotti. Di "quarta gamma".

Per l'Italia che sta molto bene economicamente (o che pensa di esserlo), per chi non ha l'abitudine di guardare il prezzo al chilo, per le persone talmente occupate ed indaffarate che hanno solamente il tempo di aprire una busta per mangiare un insalata, ma anche per chi non ha voglia di scegliere, controllare, lavare e tagliare le verdure, questa è una bella notizia. L'insalata in busta, che confronto all'insalata "sfusa" ha spesso un costo enormemente superiore, vive anni di gloria tra i consumatori italiani tanto che Coldiretti segnala un aumento record di questo nuovo alimento "pret a porter" della nostra tavola. Scrive l'organizzazione degli agricoltori: "Con un aumento record dell' 8 per cento nelle quantità acquistate è la verdura pronta per l'uso a far registrare il record nella crescita dei consumi alimentari nel 2010 durante il quale si è peraltro verificata una riduzione dei prezzi di vendita del 2,7 per cento". Ora questi prodotti cosiddetti di "quarta gamma" finalmente avranno una regolamentazione visto che è stato dato il via definitivo alla proposta di legge della Commissione Agricoltura della Camera. La legge ha preso già il nome di "salva freschezza" e dovrebbe portare garanzie e chiarezza proprio sull'etichetta degli alimenti di "quarta gamma". Ma che cosa significa "quarta gamma"? La Coldiretti lo spiega bene: "Nella legge sono definiti di 'quarta gamma' i prodotti ortofrutticoli destinati all'alimentazione, freschi, confezionati e pronti per il consumo che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi tecnologici di minima entità il cui processo di trasformazione contempla le fasi di selezione, cernita, eventuale monda e taglio, lavaggio, asciugatura e confezionamento in buste o in vaschette sigillate, con eventuale utilizzo di atmosfera protettiva". Ovviamente perché questa legge "salva freschezza" porti una vera novità sulla tavola del consumatore è necessario, come sottolinea sempre Coldiretti in una nota che "come previsto dal provvedimento, il Ministro delle politiche, agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dello sviluppo economico e d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, definisca con decreto i requisiti e le modalità di commercializzazione di questi prodotti fra cui 'le informazioni che devono essere riportate sulle confezioni a tutela del consumatore' come quella determinante che - chiede la Coldiretti - riguarda l'origine del prodotto commercializzato".

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