le notizie che fanno testo, dal 2010

Discount: boom della spesa. Fine del consumatore "zinco-carbone"?

Boom di spesa nei discount alimentari come rileva Coldiretti. Piuttosto che il carrello semivuoto in un supermercato "di marca" ecco che un italiano su tre riempie fino all'orlo il carrello al discount. Consumatore "alcalino" subentra allo "zinco carbone"?

Il filosofo Ernest Kattens divide in due i consumatori italiani. Gli italiani sarebbero o "consumatori alcalini" o "consumatori zinco-carbone". I consumatori "zinco carbone", proprio come le batterie di una volta, spiega sempre Kattens, si comportano, quando sono in debito di energia, con un "rallentamento" della spesa, proprio come nei meccanismi alimentati con le vecchie pile (il walkman "rallentava", il robottino si muoveva "lentamente", la luce diventava "fioca"). Le vecchie batterie davano la possibilità di decidere se "far riposare" le pile ed aspettare, e davano il tempo per andare a sostituirle. I "vecchi" consumatori "zinco-carbone" in tempi di crisi, rallentavano l'acquisto dei generi alimentari, tiravano la cinghia e si mettevano, automaticamente, in "austerity". Per le batterie alcaline invece il "preavviso" non esiste. Nessun "rallentamento", l'apparecchio si ferma e basta, non riparte più (il lettore mp3 non si accende, il robottino non si muove, la luce rimane spenta). Per analogia, questo è il destino del "consumatore alcalino" italiano, sempre secondo Ernest Kattens. Il consumatore del terzo millennio infatti, secondo il filosofo, non si accorgerebbe che i soldi stanno per terminare, continuando a strisciare la carta per riempire il carrello. Quando l'energia (i soldi) termineranno, ecco che il consumatore, da un giorno all'altro smetterà semplicemente di comprare. Il consumatore alcalino punta quindi ad avere sempre il carrello della spesa pieno, anche in un momento di ristrettezza economica, e non ha nessuna intenzione di tornare all'inimmaginabile "spesa di guerra" (quella cara agli "zinco-carbone" in via di "scaricamento"), fatta cioè di alimenti base ma di buona qualità (pasta, uova, zucchero, farina, latte, olio, qualche scatola di sgombro, verdura da pulire), in cui anche il pane viene fatto "in casa". Seguendo il ragionamento di Ernest Kattens si può forse tentare di spiegare il risultato dell'analisi Coldiretti/Swg che rileva il boom della spesa nei discount italiani. Un italiano su 3, cioè il 29 per cento della popolazione, andrebbe a fare la spesa, secondo Coldiretti, nei discount proprio "a causa della crisi economica". Il discount infatti garantisce un bel "carrello pieno" e sicuramente "alcalinizzante" per il consumatore ma, sottolinea la Coldiretti, potrebbe rappresentare "una tendenza che può però corrispondere anche una bassa qualità". L'Organizzazione degli imprenditori agricoli infatti afferma che "risparmiare oltre un certo limite sul cibo puo infatti significare nutrirsi di alimenti che possono avere contenuto scadente, con effetti negativi sul piano nutrizionale, sulla salute e sul benessere delle persone". Ma al consumatore alcalino, proprio come il coniglietto delle batterie, interessa arrivare "energetico" al traguardo della fine del mese, "alimentato" a dovere. Perché finché dura, come si dice, fa verdura.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: