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Coldiretti: crollo spesa, come nel 1981. Più 14% gli allarmi alimentari

La Coldiretti registra che la spesa alimentare continua a diminuire anche nel 2014 tanto che "bisogna tornare al lontano 1981 per trovare un valore più basso". Diminuisce il consumo di pessce, carne, latte, ortofrutta e olio di oliva extravergine mentre c'è "un ritorno del fai da te casalingo che non si registrava dal dopoguerra" ma spesso con "prodotti low cost a basso prezzo in vendita nei discount". La Coldiretti avverte quindi che "sono aumentati del 14 per cento gli allarmi alimentari in Italia".

"La spesa alimentare è la seconda voce del bilancio familiare dopo la casa con i consumi per abitante in alimentari e bevande a valori concatenati che continuano a diminuire nel 2014 dopo che lo scorso anno sono scesi ad appena 1.683 euro all'anno" tanto che "bisogna tornare al lontano 1981 per trovare un valore più basso" avverte la Coldiretti, specificando che oltre alla "riduzione del potere di acquisto degli italiani a cambiare è stata anche la composizione della spesa", e tutto questo "per effetto della crisi che ha costretto le famiglie ad una profonda spending review con pesanti conseguenze sulle imprese del settore". La Coldiretti spiega quindi che "la crisi ha fatto retrocedere il valore della spesa alimentare per abitante, che era sempre stato tendenzialmente in crescita dal dopoguerra, fino a raggiungere l'importo massimo nel 2006 per poi crollare da allora progressivamente ogni anno e forse non ha ancora toccato il fondo". Analizzando i dati Ismea relativi al primi undici mesi, la Coldiretti sottolinea infatti come la situazione si sia infatti "aggravata nel 2013 in cui si è verificato il drammatico crollo storico della spesa, rispetto all'anno precedente, che non è mai stato così pesante con le famiglie italiane che hanno tagliato dal pesce fresco (-20 per cento) alla pasta (-9 per cento), dal latte (-8 per cento) all'olio di oliva extravergine (- 6 per cento) dall'ortofrutta (- 3 per cento) alla carne (-2 per cento) mentre aumentano solo le uova (+2 per cento)".

La confederazione dei coltivatori diretti evidenzia quindi come "l'andamento della spesa riflette la tendenza a privilegiare l'acquisto di materie prime di base come farina (+7 per cento), miele (+12 per cento) ma anche dei preparati per dolci (+6 per cento), in netta controtendenza rispetto al calo complessivo degli acquisti alimentari stimato pari al 4 per cento". "Oltre ad un ritorno del fai da te casalingo che non si registrava dal dopoguerra, in generale - continua la Coldiretti - si è assistito anche ad un calo nelle quantità di alimenti acquistati ma soprattutto all'affermarsi dei prodotti low cost a basso prezzo in vendita nei discount che sono gli unici a fare registrare un aumento (+1,6 per cento) nel commercio al dettaglio nel 2013". La Coldiretti conclude che "il risultato è che nel 2013 sono aumentati del 14 per cento gli allarmi alimentari in Italia con ben 534 notifiche sulla sicurezza di cibi e bevande potenzialmente dannosi per la salute, sulla base del sistema europeo di allerta rapido per alimenti e mangimi (RASFF), rispetto al 2007 in cui è iniziata la crisi. - precisando - Si tratta di un balzo record nel numero di notifiche nazionali al sistema di allerta comunitario per la prevenzione dei rischi alimentari, rispetto allo stesso periodo di cinque anni fa, prima dell'inizio della crisi. Solo una minoranza di allarmi è dovuta a prodotti nazionali".

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