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Batterio killer: la psicosi inizia a dieci anni dalla "mucca pazza"

Dalla "mucca pazza" al "batterio killer" i dieci anni di "psicosi" alimentari, non sempre "giustificate", sono costati 5 mld di euro al Paese secondo Coldiretti. Ogni periodo ha la sua mozzarella blu, il suo latte alla melamina, il grano all'ocratossina, l'uovo alla diossina. E l'alga di Fukushima?

Nell'ultimo decennio le "psicosi" alimentari hanno fatto perdere, secondo Coldiretti, la cifra esorbitante di 5 miliardi di euro al mercato italiano. Curiosamente la psicosi per il "batterio killer" nasce proprio a dieci anni esatti rispetto alla famosissima "mucca pazza" che portò l'italiano medio a cominciare a "diffidare" di uno dei cibi più apprezzati e "veloci" presenti nelle ricche tavole tricolori: la carne. Scrive a questo proposito l'organizzazione degli agricoltori fondata da Paolo Bonomi che: "Sono state stimate pari a 2 miliardi le perdite subite dal sistema della produzione, trasformazione e commercio della carne subite solo a seguito dell'emergenza mucca pazza principalmente per il crollo dei consumi che si sono quasi dimezzati nel momento più acuto della crisi per poi riprendersi molto lentamente nonostante le misure di prevenzione adottate". Ciò che si teme è che il "batterio killer" provochi una nuova "psicosi" che metta in ginocchio l'agricoltura del nostro Paese. A questo proposito il Ministro della Salute Ferruccio Fazio rassicura che "La situazione è sotto controllo, non deve generare allarmismi e non deve modificare le nostre abitudini alimentari, a cominciare dal consumo di verdura e frutta cruda dopo averla lavata". Coldiretti specifica in una nota che "il panico indiscriminato in Germania ha di fatto bloccato le spedizioni nazionali di frutta e verdure in quel paese con perdite di 3 milioni di euro al giorno per l'agricoltura nazionale" e rammenta che le "psicosi" alimentari, in dieci anni, hanno portato ad una sorta di "escalation" che si può quantificare con l'astronomica cifra di 5 milardi di euro. Osserva l'organizzazione degli agricoltori: "Dalla mucca pazza all'aviaria, dal latte cinese alla melamina a quello tedesco alla diossina ma anche grano canadese dall'ocratossina e olio di semi ucraino contaminato da idrocarburi, gli allarmi provenienti dalle diverse parti del mondo si sono moltiplicati negli ultimi dieci anni con pesanti effetti sull'economia, anche se non sempre - sottolinea la Coldiretti - hanno fatto seguito problemi concreti come sembra accedere nel caso dei cetrioli che le autorità sanitarie hanno scagionato".

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