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Terremoto Ischia: aprire processi penali contro i sindaci, dice Codacons

Il Codacons commenta i crolli per il terremoto a Ischia.

"Dopo i gravissimi danni prodotti dal terremoto di Ischia, ormai non resta che sperare nella clemenza degli eventi sismici, in assenza di interventi preventivi e di carattere strutturale. Per questo, il Codacons chiede l'apertura di procedimenti penali a carico dei sindaci dei Comuni terremotati succedutesi negli ultimi 10 anni per concorso in disastro colposo e invita tutti gli abitanti cittadini di Ischia a costituirsi parte civile" chiarisce in una nota l'associazione dei consumatori.
"È assurdo e ingiustificabile che in un Paese a rischio come l'Italia, dodici mesi dopo i catastrofici eventi sismici del Centro Italia, nulla (o quasi) sia stato fatto; ma è inaccettabile e indegno per un Paese civile che, proprio per la mancanza di prevenzione nel corso del tempo, qualsiasi tipo di evento sismico rappresenti ormai un pericolo potenzialmente letale" si osserva infatti.

"Il problema non riguarda quindi - come dicono alcuni - solo l'ultimo anno: è altrettanto assurdo che il nostro Paese sia sprovvisto di un Piano Antisismico Nazionale, di una normativa di riferimento lungimirante e chiara negli obiettivi. Tanto che una proposta di legge in proposito (a prima firma di Gianluca Benamati) langue dal lontano 11 giugno 2013 in Parlamento, e chissà per quanto farà la spola tra le varie commissioni" prosegue il Codacons.
"I cittadini continuano a fare le spese dei ritardi e delle incertezze delle istituzioni; i nostri governanti devono prendersi la responsabilità di governare, individuando una volta per tutte le priorità del Paese e intervenendo di conseguenza. Invece di disperdere risorse per incentivi e bonus vari è il momento di concentrarle sulla sicurezza. Una cosa è certa: se non bastasse l'argomento della perdita di vite umane, mettere in sicurezza l'Italia costerebbe meno che ricostruirla" si sottolinea.

L'associazione evidenzia infatti che "il costo dei terremoti, negli ultimi 50 anni, supera la cifra di 121 miliardi; è come se gli italiani pagassero una tassa annuale da 2,6 miliardi di euro per riparare i danni". "C'è una ragione se, subito dopo un terremoto, piovono annunci di provvedimenti, giri di vita, repulisti e rivoluzioni - e poi, puntualmente, tutto resta com'era. I terremoti sono meno frequenti delle tornate elettorali. Basta rimandare ai posteri il problema, e il gioco è fatto. - dichiara infine il presidente Carlo Rienzi - Adesso vediamo in quanti ci parleranno di prevenzione: ma resteranno parole al vento finché non si attueranno misure concrete per mettere in sicurezza il territorio".

© riproduzione riservata | online: | update: 23/08/2017

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