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Soppressione 10 treni intercity da giugno, Codacons: prosegue strategia Moretti

Il Codacons chiede le dimissioni di Umberto Del Basso de Caro, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i Trasporti, che oggi alla Camera, rispondendo ad una interpellanza urgente, ha confermato il rischio di soppressione di 10 treni intercity da fine giugno 2014. Per Il Codacons ciò completerebbe "la strategia di Moretti di costringere gli italiani a prendere i treni super veloci".

Il Codacons chiede le dimissioni di Umberto Del Basso de Caro, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i Trasporti, che oggi alla Camera, rispondendo ad una interpellanza urgente, ha confermato il rischio di soppressione di 10 treni intercity da fine giugno 2014 da parte di Trenitalia, pur chiarendo che "il MIT ha avviato uno studio finalizzato ad individuare le alternative possibili". Per il Codacons, però, "è una palla colossale che gli Intercity servano solo flussi pendolari per tratte limitate, paragonabili al trasporto ferroviario locale gestito dalle regioni" ed "è solo una scusa per eliminarli e per completare la strategia di Moretti di costringere gli italiani a prendere i treni super veloci, pur se non hanno alcuna necessità di dover raggiungere una destinazione a tempo di record, pagando prezzi sempre maggiori, esorbitanti". Per l'associazione di consumatori "è con questa strategia, infatti, che in questi anni i viaggiatori sono stati progressivamente costretti a passare dagli Espressi agli Intercity, dagli Intercity agli Eurostar, dagli Eurostar ai Freccia Rossa, pagando sempre più soldi per gli stessi identici viaggi. - aggiungendo - Se gli Intercity fossero rami secchi, e così non è, lo sarebbero solo perché ce li hanno fatti diventare, mettendoli in orari improbabili, con orari d'arrivo inutilizzabili. Se una persona deve andare da Milano a Roma per partecipare ad una riunione in mattinata, non ha alternative praticabili ai treni super veloci". Da fine giugno, 10 treni intercity che riguardano l'utenza delle Regioni Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Umbria e Campania, potrebbero essere soppressi dalla rete ferroviaria per essere in parte sostituiti da servizi di trasporto locali.

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