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Scontro treni Puglia: governo invii militari in stazioni senza sistema SCMT, dice Codacons

"Dopo il disastro ferroviario che ha colpito la Puglia e che ha portato alla luce tutte le falle nella sicurezza del trasporto su rotaie del sud Italia, il Codacons ha inviato una formale diffida al Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti", riferisce in una nota l'associazione dei consumatori.

"Dopo il disastro ferroviario che ha colpito la Puglia e che ha portato alla luce tutte le falle nella sicurezza del trasporto su rotaie del sud Italia, il Codacons ha inviato una formale diffida al Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, sulla base della legge Brunetta sulla class action contro la PA. Nell'istanza del Codacons si chiede la messa in sicurezza di tutte le tratte ferroviarie a binario unico che ancora non dispongono del sistema SCMT (Sistema controllo marcia treno), in grado di evitare collisioni ed incidenti e garantire l'incolumità degli utenti" si spiega in un comunicato dall'associazione dei consumatori.

Si legge nella diffida dell'associazione: «la tragedia avvenuta in Puglia non solo deve far riflettere ed interrogare sull'arretratezza ferroviaria del sud, ma sulla immediata e necessaria svolta ed intervento del Governo nel garantire e assicurare la sicurezza ferroviaria in Italia, non solo sulle tratte gestite da Rfi - gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale - ma anche su quella non direttamente gestite dallo Stato e date in concessione. Il binario unico di per sé non sarebbe sinonimo di scarsa sicurezza se non fosse per l' assenza di una tecnologia adeguata e di un sistema di controllo che inserisca un blocco automatico e adeguatezza agli standard già in essere sul tratto di gestione di Rfi, il 'SCMT' acronimo di sistema controllo marcia treno».

"Il Codacons ha dunque diffidato il Ministero «a provvedere entro 90 giorni dall'invio della presente, previo svolgimento di tutte le attività necessarie all'installazione dei più tecnologici sistemi di controllo e sicurezza, ivi compreso il sistema SCMT, su tutte le tratte che ancora ad oggi viaggiano a binario unico». "L'associazione chiede anche di inviare militari dell'esercito nelle stazioni lungo le tratte dove la circolazione dei treni è ancora gestita dall'uomo senza sistemi automatici di controllo, - si chiarisce - in modo da incrementare la sicurezza del trasporto ferroviario."
«Se il Governo non accoglierà le nostre richieste, sarà inevitabile una class action contro la PA. dinanzi al Tar del Lazio, per obbligare l'amministrazione ad adottare i dovuti provvedimenti in favore della sicurezza ferroviaria» afferma il presidente Carlo Rienzi.

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