le notizie che fanno testo, dal 2010

Riforma Madia: eliminare da decreto il danno all'immagine legato a notizie su mass media, chiede Codacons

"Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto attuativo della riforma Madia, che punirà i 'furbetti del cartellino' con la sospensione in 48 ore e il licenziamento entro 30 giorni. Alcuni aspetti della riforma vanno modificati. Non è possibile infatti legare il danno all'immagine della Pubblica Amministrazione alle notizie apparse sui mass media", segnala in una nota il Codacons.

"Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto attuativo della riforma Madia, che punirà i 'furbetti del cartellino' con la sospensione in 48 ore e il licenziamento entro 30 giorni" si riferisce in un comunicato dal Codacons.
L'associazione dei consumatori fa sapere inoltre: "Un provvedimento da tempo chiesto dal Codacons - che contro i dipendenti assenteisti ha avviato una dura battaglia legale - ma che presenta alcune criticità."

«Finalmente i dipendenti infedeli verranno puniti per il danno arrecato ai cittadini, ma alcuni aspetti della riforma vanno modificati - spiega il presidente Carlo Rienzi - Non è possibile infatti legare il danno all'immagine della Pubblica Amministrazione alle notizie apparse sui mass media: questo criterio è assolutamente discriminatorio, perché pur in presenza di identici reati non tutti i casi di assenteismo finiscono sui giornali, e non tutti con la stessa evidenza e rilevanza. Si avrebbero così conseguenze diverse per illeciti uguali, in violazione delle norme vigenti».

"Per il Codacons poi la riforma Madia 'salva' di fatto i dirigenti che chiudono gli occhi di fronte ai furbetti del cartellino. «E' preciso dovere dei dirigenti controllare l'operato dei propri dipendenti - ricorda infatti Rienzi - Per questo devono anche loro rispondere dell'assenteismo allo stesso modo dei lavoratori infedeli, rispondendo anche del il reato di omissione d'atti d'ufficio».
"Il Codacons chiede infine al governo di premiare i dipendenti che lavorano bene e prevedere nei loro confronti stipendi adeguati - si osserva in conclusione -, provvedendo anche al rinnovo dei contratti del pubblico impiego, fermi dal 2010."

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: