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PA: enti locali eludono acquisti centralizzati, denuncia Codacons

"L'obbligo per gli enti locali di ricorrere ai 'soggetti aggregatori' per gli acquisti nei settori pulizia, vigilanza, guardiania, manutenzione e facility management degli immobili, che scatterà il prossimo 9 agosto, è un piccolo passo verso il miglioramento della spesa ma ancora non basta", riferisce in un comunicato il Codacons.

"L'obbligo per gli enti locali di ricorrere ai 'soggetti aggregatori' per gli acquisti nei settori pulizia, vigilanza, guardiania, manutenzione e facility management degli immobili, che scatterà il prossimo 9 agosto, è un piccolo passo verso il miglioramento della spesa ma ancora non basta" precisa in una nota il Codacons.
"I risparmi che la novità dovrebbe garantire sono ancora lontani dal coprire i 30 miliardi di euro di sprechi negli acquisti pubblici fatti registrare ogni anno dalla Pubblica Amministrazione" sottolinea l'associazione dei consumatori, e "denuncia come gli enti locali riescano spesso ad eludere i prezzi centrali fissati dalla Consip".

«Dalla benzina ai computer, passando per telefonini e carta, gli enti pubblici centrali e locali sono riusciti finora ad eludere con facilità le convenzioni e acquistano a prezzi ben superiori rispetto a quelli stabiliti dalla Consip - chiarisce il presidente Carlo Rienzi - In base ai conti elaborati dal Codacons su dati del Tesoro, gli enti pubblici arrivano a spendere il 13,6% in più per i carburanti, il 25,8% in più per un personal computer, il 22,6% in più per la telefonia, il 38% in più per una fotocopiatrice, fino ad arrivare al 68,2% in più di spesa per una stampante».
«La strada per ridurre gli sprechi è ancora molto lunga: occorre tagliare gli sperperi in tutti gli acquisti pubblici e azzerare i 30 miliardi di euro sprecati ogni anno, soldi che vengono ingiustamente sottratti alla collettività» conclude Rienzi.

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