le notizie che fanno testo, dal 2010

Banche: ancora nessun rimborso. Esposto alla Procura di Roma dal Codacons

"Ancora in alto mare i rimborsi per gli obbligazionisti di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife, nonostante il 30 giugno scorso siano scaduti i termini per l'emanazione dei decreti necessari per disciplinare il ricorso agli arbitrati", rivela in un comunicato il Codacons.

"Ancora in alto mare i rimborsi per gli obbligazionisti di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife, nonostante il 30 giugno scorso siano scaduti i termini per l'emanazione dei decreti necessari per disciplinare il ricorso agli arbitrati" viene fatto sapere in un comunicato dal Codacons.
«Un ritardo inaccettabile che continua a privare i risparmiatori dei loro soldi - denuncia il presidente Carlo Rienzi - I rimborsi previsti dal Governo non solo sono una elemosina, perché copriranno solo l'80% degli investimenti e solo per chi ha un reddito inferiore ai 35mila euro, ma arriveranno - se arriveranno - anche con estremo e ingiustificato ritardo. Il Fondo Interbancario di garanzia dei depositi che gestisce il Fondo di Solidarietà, infatti, non è ancora in grado di gestire i rimborsi. Ancora peggio sul fronte dell'arbitrato: i decreti per disciplinare la procedura, che dovevano essere emanati entro il 30 giugno scorso, ancora non si vedono, e nulla si sa circa la loro emanazione e la relativa tempistica».
"Una situazione di stallo che porta oggi il Codacons a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma" si prosegue.
«Chiediamo alla magistratura di intervenire per verificare se i colpevoli ritardi nei rimborsi in favore degli obbligazionisti delle 4 banche e nella procedura dell'arbitrato possano configurare reati quali appropriazione indebita e ritardo in atti d'ufficio, considerato che i soldi di cui si parla e che tardano ad essere restituiti non solo soldi delle banche o dello Stato, ma sono proprietà dei risparmiatori. E se la Procura aprirà una inchiesta, gli investitori gabbati potranno poi agire anche in sede penale» conclude Rienzi.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: