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Casa al Colosseo: Scajola assolto perché "il fatto non costituisce reato"

In merito alla vicenda della compravendita della casa al Colosseo, l'ex ministro dello Sviluppo economico si è sempre proclamato innocente ma si era dimesso per gli attacchi che arrivavano da tutte le parti. Oggi il giudice monocratico di Roma assolve però Claudio Scajola perché "il fatto non costituisce reato". Prosciolto per prescrizione anche Diego Anemone.

"Ho sempre detto la verità. Questo processo non doveva neanche cominciare perché era tutto prescritto: la decisione del giudice di assolvermi assume ancora maggior valore" spiega Claudio Scajola al telefono con Silvio Berlusconi dopo la sentenza che assolve l'ex ministro dello Sviluppo economico, in merito alla vicenda della compravendita della casa al Colosseo, perché "il fatto non costituisce reato". Prosciolto anche Diego Anemone, accusato di finanziamento illecito, per la prescrizione del reato. Dopo la sentenza, Claudio Scajola ammette che questi sono stati "tre anni e 9 mesi di sofferenza" che nessuno sarà in grado di restituirgli, precisando: "Mi sono dimesso da ministro perché mi sono reso conto che qualsiasi cosa dicessi per difendermi non risultava credibile, anche se era la verità. Ho preferito fermarmi e aspettare perché mi attaccavano da tutte le parti". "E' evidente che il nostro assistito sia stato distrutto. Questa sentenza contribuisce ad una riabilitazione agli occhi di tutti" sottolinea invece l'avvocato Giorgio Perroni, difensore di Claudio Scajola.

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