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UE succursale della Cina? Pechino e l'offerta segreta per salvare euro

La Cina sembra intenzionata a comprarsi l'Europa, o meglio il debito dei singoli Stati che ne fanno parte. Una prospettiva che molti osservatori considerano non solo pericolosa ma anche paradossale, poiché a tentare di salvare il capitalismo sarebbe un paese comunista.

La Cina sembra sempre più interessata a comprarsi il debito dell'Europa, o meglio dei singoli Stati dell'UE che rischiano, chi più chi meno, di venir trascinati a fondo da questa crisi economica che non ha precedenti, anche per il fatto di essere dalla maggioranza dei cittadini per lo più ignorata. A metà settembre il Financial Times svelava, citando delle sue fonti, che una "missione" italiana si sarebbe recata in Cina per chiedere al paese comunista se era disposta a comperare un cospicuo pacchetto di nostri titoli di Stato. Non è chiaro se questa offerta (o richiesta di aiuto) sia stata dalla Cina accolta o meno, quel che sembra però sempre più evidente è che il governo di Pechino abbia tutta l'intenzione di "comperarsi" una buona fetta dell'Europa ora che è in "svendita". Voci di corridoio circolavano già da qualche tempo, ma a lanciare più prepotentemente la notizia è stato infine il "Sunday Times", che racconta come una delegazione cinese guidata dal ministro Xie Xuren sarebbe giunta a Parigi (dove si era radunato il G20) per proporre ai ministri e alle autorità europee l'intenzione della Cina di salvare l'euro attraverso grossi investimenti sia in titoli di Stato dei singoli Paesi dell'UE (quindi aumentando la quota nei debiti sovrani) che in infrastrutture. Questa "offerta segreta" della Cina varebbe decine e decine di miliardi di euro, e il primo acquisto sarebbe da parte del colosso cinese HNA che avrebbe intenzione di comperare l'aeroporto della Grecia. Se però l'Europa permetterà di "farsi aiutare" dal governo di Pechino per uscire da una crisi che, indirettamente, è stata creata anche dalla Cina (o meglio ancora dalla Repubblica Popolare Cinese) a causa del suo mercato senza regole e spesso senza diritti (non solo sindacali), allora questa potrebbe essere davvero l'inizio della fine dell'Unione europea, e ancor prima dei singoli Stati che ne fanno parte. Le condizioni che porrebbe la Cina, infatti, in cambio di questi aiuti sarebbero drastici tagli alla spesa pubblica, in tutti i Paesi dell'euro, e ampie ristrutturazioni di bilancio. In poche parole, l'Europa rischierebbe di diventare una "succursale" della Cina, che imporebbe le sue politiche economiche.

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