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UE: 64% prodotti pericolosi da Cina, abbigliamento e giocattoli i meno sicuri

La Commissione europea rende noto che la percentuale dei prodotti pericolosi (dall'abbigliamento ai giocattoli) provenienti dalla Cina è aumentata sensibilmente, tanto che nel 2013 il numero delle notifiche del sistema RAPEX è cresciuto del 3,8% rispetto all'anno precedente. Tra i pericoli segnalati più di frequente figurano le sostanze chimiche tossiche e il rischio di strangolamento, lesioni, soffocamento e scossa elettrica.

Nel 2013 il sistema europeo d'informazione rapida sui prodotti pericolosi (RAPEX) ha pubblicato 2.364 notifiche per prodotti non alimentari, fra cui per esempio "bagnetti non stabili per neonati, passeggini che si richiudono inaspettatamente, inchiostri per tatuaggi contenenti sostanze tossiche proibite e calzature in cui sono presenti sostanze chimiche che provocano allergie". In una nota, la Commissione europea sottolinea come la percentuale dei prodotti pericolosi (dall'abbigliamento ai giocattoli) provenienti dalla Cina è aumentata sensibilmente, tanto che nel 2013 il numero delle notifiche è cresciuto del 3,8% rispetto all'anno precedente. Nel 2003, quando è stato varato RAPEX, le notifiche sono state appena 200. Anno dopo anno, il numero di prodotti non conformi non ha smesso di aumentare, anche perché il sistema di rilevamento è diventato sempre più efficace. La Commissione europea evidenzia che nel 2013 i capi di abbigliamento e i giocattoli rappresentavano rispettivamente un quarto del totale dei provvedimenti, seguiti dalle apparecchiature elettriche (9%), dai veicoli a motore (7%) e dai prodotti cosmetici (4%). Tra i pericoli segnalati più di frequente figurano le sostanze chimiche tossiche e il rischio di strangolamento, lesioni, soffocamento e scossa elettrica. Il 64% di tutti gli articoli pericolosi proveniva dalla Cina, pari a un aumento del 6% rispetto al 2012 e del 10% rispetto al 2011 mentre rispetto a dieci anni fa, la quota dei prodotti pericolosi provenienti dall'Europa è scesa dal 27% al 15%. L'anno scorso i Paesi in cui si è registrato il maggior numero di notifiche sono stati l'Ungheria (12%), la Germania e la Spagna (11%), la Bulgaria (8%) e il Regno Unito, ma la Commissione esorta i Paesi membri ad adottare la legislazione necessaria per migliorare la tracciabilità dei prodotti visto che "attualmente, non è possibile individuare il Paese di origine o fabbricazione del 10% circa dei prodotti pericolosi venduti in Europa".

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