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Sequestrati assorbenti cinesi radioattivi, i preferiti da Madame Curie

Nell'aeroporto di Beirut in Libano è stata sequestrata mezza tonnellata di assorbenti con un livello di radioattività superiore di 35 volte rispetto a quello di sicurezza. L'azienda produttrice è della Cina ma venderebbe "sul mercato mondiale". Proprio per questo sul suo blog l'AIPRI (Associazione Internazionale per la Protezione contro le Radiazioni Ionizzanti) presieduta da Paolo Scampa chiede chi si indaghi sull'origine di "queste radiazioni nocive che entrano in contatto direttamente con le mucose".

Venerdì 20 marzo le autorità aeroportuali libanesi hanno sequestrato mezza tonnellata di assorbenti igienici dopo che sono risultati contenere una o più sostanze radioattive. Al Rafik Hariri International Airport di Beirut, infatti, più di 550 chili di assorbenti suddivisi in 30 cartoni sono stati sequestrati dopo essere passati sotto gli scanner, che hanno rilevato un livello di radioattività superiore di 35 volte rispetto a quello di sicurezza, come ha poi comunicato l'Agenzia atomica del Libano. Gli assorbenti erano prodotti in Cina, ed erano arrivati in Libano passando per Dubai. Non è la prima volta che in Libano arriva della merce radioattiva. Lo scorso febbraio i funzionari doganali hanno sequestrato una spedizione di 98 casse di custodie per telefoni cellulari sempre provenienti dalla Cina. Come riporta la Reuters, il ministero delle Finanze libanesi non ha nominato il marchio degli assorbenti, né l'azienda che li produce, né tantomeno la sostanza radioattiva presente. Altri giornali però, come il Daily Mail, riportano che gli assorbenti radioattivi, quelli forse che sarebbero stati i preferiti da Madame Curie, sarebbero di un marchio "sul mercato mondiale". Proprio per questo sul suo blog l'AIPRI (Associazione Internazionale per la Protezione contro le Radiazioni Ionizzanti) presieduta da Paolo Scampa chiede, "in attesa che il monitoraggio delle autorità europee e mondiali di sorveglianza sulla radioattività si prendano la pena di controllare questa merce e di ritirarla se necessario", che si indaghi su "queste radiazioni nocive che entrano in contatto direttamente con le mucose", e si domanda se l'origine possa essere giapponese (vedi Fukushima). L'AIPRI invita quindi "alla massima cautela e raccomanda il controllo della provenienza di tali prodotti" perché "abbiamo solo una vita".

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