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La Cina è vicina: dal crogiuolo maoista al dominio linguistico del web

Il Twitter cinese, Weibo, straripa di utenti. I cinesi sono presi dalla febbre di internet, con l'incoraggiamento dal Partito comunista cinese, che ovviamente "controlla" per il "bene comune". Gli USA si preparano a varare il Sopa (Stop online piracy act) che potrà "censurare il web ricorrendo alle stesse tecniche impiegate da Cina e Iran". Insomma, anche sul web, la Cina è vicina.

La Cina è vicina si diceva un po' di tempo fa. Solamente nel 1967 nella quarta di copertina di uno dei quattordicinali più letti in Italia si leggeva questa pubblicità: "Dal crogiuolo maoista uscirà l'uomo di domani? Un interrogativo che assilla il mondo sbigottito dal fanatismo insospettito dalle contraddizioni rivoluzionarie di settecentomilioni di 'marziani'". La pubblicità era per il bel libro di Robert Guillan "Dove va la Cina?" per Le Scie di Mondadori, così come quel quattordicinale era Urania (numero 468, Il Tunnel, di Murray Leinster) a cura di Carlo Fruttero e Franco Lucentini. Carlo Fruttero, il "grandissimo" Carlo Fruttero, è scomparso ieri all'età di 85 anni (qui il nostro omaggio: "Carlo Fruttero addio: l'elenco integrale non letto da Fazio e Saviano" http://is.gd/XYqu2I). E certo che pensare, nel 1967, che la Cina comunista sarebbe diventata la fabbrica di tutti i beni di consumo occidentali e che avrebbe dominato la vecchia Arpanet americana era davvero fantascienza. Una Cina che nel 2012 è rimasta comunista, pur "riverniciando" il crogiuolo, con una mossa "mimetica" "alla 1984" di Orwell o "alla Philip K. Dick" di "Faith of Our Fathers" (antologia "Dangerous Visions" curata da Harlan Ellison, proprio del 1967). Paradosso spazio-temporale è poi senz'altro la preparazione di un'internet che sembra sempre più "comunista" (ovviamente alla "vecchia maniera"), dove la libertà di pensiero e di parola non sono certo la procedura operativa standard. Gli stessi Stati Uniti, non a caso, stanno per approvare il Sopa (Stop online piracy act) che, come scrivono le "major" del web "darebbe al governo americano il potere di censurare il web ricorrendo alle stesse tecniche impiegate da Cina e Iran". Mutatis mutandis, intanto, la Cina, figlia di una tradizione millenaria, sa "togliattianamente" che la lingua e la cultura sono il primo fronte di "invasione" anche digitale. Radio Cina Internazionale fa sapere, laconicamente, che: "secondo il rapporto statistico emesso il 16 gennaio dal Centro delle informazioni d'internet cinese, fino alla fine dello scorso anno, gli internauti cinesi hanno raggiunto quota 513 milioni, mentre gli utenti del microblog ha visto un aumento di circa 3 volte rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, toccando quota 250 milioni" (http://is.gd/tckKMx). Seguono altri dati, snocciolati quasi con indifferenza: "nel 2011 il tasso di popolarizzazione di internet della Cina è aumentato del 4% rispetto al 2010, raggiungendo il 38,3%" così come, continua Radio Cina Internazionale - il microblog è ormai diventato la piattaforma di applicazione su internet con il maggiore aumento di utenti". Per "microblogging" ci si riferisce naturalmente al "Twitter cinese", ovvero "Sina Weibo", la piattaforma di microblog più popolare in Cina con circa 150 milioni di iscritti. Fatti i conti, tra "innumerevole" popolazione cinese, tasso di penetrazione su internet, futuro della produzione tecnologica, "il cinese" sarà non solo la lingua dominante sul web ma anche, nel senso di Blade Runner di Ridley Scott, la vera cultura "umami" spalmata ognidove. Sopravviverà la libera espressione delle idee nella strapotenza di una rete sempre più "controllata" (in lingua cinese e non)? Intanto in Cina gli utenti fanno difficoltà nel fornire a Sina Weibo i propri dati personali, non come qui in 'occidente' dove (nel segno di Landru - quello della data stellare 3156.2), potrebbe osservare qualcuno, c'è quasi la corsa alla propria "autoschedatura". Ma nel caso, un giorno, tutto sembrerà privo di speranza, forse ci sarà un venditore di erbe medicinali, reduce di guerra, proprio all'angolo della strada, che pregherà di fare un'offerta libera per un piccolo involto. E il "crogiuolo" mostrerà la sua vera natura. Il resto è nel racconto di Philip K. Dick.

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