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Kung Fu Panda 2: il panda Po e Hollywood irritano Zhao Bandi

La Cina sta facendo i conti con la globalizzazione culturale e sperimenta il "ritorno" della propria cultura e tradizione dopo la "rimasticazione" in altri Paesi. Il pubblico (ormai "global") è entusiasta, mentre i "puristi", come Zhao Bandi, inorridiscono.

Esce in Cina "Kung Fu Panda 2" sequel del fortunatissimo "Kung Fu Panda" prodotto da DreamWorks di Steven Spielberg che nel 2008, solamente in Cina, incassò la cifra record di quasi venti milioni di euro. Le avventure del panda "Po", improbabile allievo shaolin e del maestro di kung fu Shifu sono amatissime anche in Cina, cosa che fa inorridire i cultori della tradizione cinese che vedono in "Kung Fu Panda" una seria minaccia all'"integrità" culturale della nazione. I giovani cinesi sono infatti, per alcuni osservatori cinesi, sempre più "americanizzati" e sempre più facile preda della "rimasticazione" culturale di Hollywood. Ovviamente la battaglia contro ciò che "è divertente" è una battaglia persa in partenza, bene lo sa tutto il mondo che ha tentato di resistere alla conematografia hollywodiana (a parte forse la Francia che però ha dovuto iniziare dalla "protezione" del suo "vocabolario"). Anche su "Kung Fu Panda 2" quindi scoppia la stessa polemica che ci fu per l'uscita trionfale di "Kung Fu Panda" nel 2008, capitanata come allora da Zhao Bandi, famoso artista cinese internazionale (nato nel 1966) abbastanza "fissato" anche lui con i Panda (vedere per credere http://is.gd/60ppGh). Zhao Bandi critica ancora una volta DreamWorks, Hollywood, la "cultura" americana e le tecniche di marketing proprie delle multinazionali che non fanno altro che "distorcere" la cultura cinese, anche nella seconda pellicola di "Kung Fu Panda". La sua battaglia è condivisa anche da professori dell'Università di Pechino e da intellettuali che non hanno gradito l'uscita della pellicola del panda Po proprio il giorno nazionale dedicato all'infanzia. Scrive in una lettera aperta Zhao Bandi: "Il Children's Day deve essere puro non bisogna trasformarlo in un giorno per arricchire Hollywood".

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