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Cina: stop al porno cinese, e tutto quello che c'è in mezzo

La Cina annuncia un boom di connessioni ad internet ed il successo della campagna contro i siti "osceni" che sta dando i suoi frutti in termini di arresti e di chiusure dei siti web. Ma dietro ad una foto spesso c'è un Julian Assange che deve essere eliminato dal web.

Che cosa fanno 450 milioni di cinesi su internet? Chiaramente non cercano informazioni sulla libertà di stampa e di parola, azione che potrebbe essere considerata "sovversiva" (proprio come in occidente potrebbe essere considerato parlare troppo "bene" e senza ironia di Julian Assange e di WikiLeaks), ma cercano, proprio come in occidente, contenuti oggi chiamati eufemisticamente "per adulti".
La Cina ha lanciato nel 2009 una campagna contro i siti che contengono simili contenuti e ha fatto sapere oggi che la "campagna contro l'oscenità sui internet" sta dando ottimi ristultati visto che sono stati chiusi circa 60mila siti e sono state arrestata circa 5mila persone.
Il problema è che dietro queste campagne di "moralizzazione" e sull' "opportunità di pubblicare" (che per certi versi esiste anche in occidente, ne abbiamo avuto esempio sul caso WikiLeaks) nascondono spesso minacce e retate contro piattaforme informatiche con contenuti generati dagli utenti, che si scambiano idee politiche, ma che, per una foto o un video osceno, rischiano di vedersi chudere tutto e di finire in galera per il solo fatto di aver partecipato.
Questa è l'internet cinese, ed è questo il trend mondiale del web. Alle volte così simile e confondibile con le azioni di qualche Paese occidentali "democratico" che a molti viene la nostalgia degli "autentici" (ma coerenti) "cattivi" dell'Unione Sovietica.

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