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Cina: scarcerato anche Hu Jia, ma la libertà personale sembra lontana

Dopo aver rilasciato l'architetto Ai Weiwei, il governo di Pechino scarcera anche il dissidente Hu Jia, ma come sottolinea anche HRW, spesso per "gli attivisti cinesi la prigione è solo uno dei modi nei quali si può perdere la libertà".

Il governo di Pechino ha rilasciato un'altro dissidente cinese nel giro di pochissimi giorni. Dopo la liberazione dell'architetto Ai Weiwei, che comunque rimane ancora indagato (Cina: il dissidente Ai Weiwei fuori dal carcere, ma non libero - http://is.gd/VtiROy), è stato scarcerato anche Hu Jia, 38 anni, arrestato nell'aprile del 2008 alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino per "incitamento alla sovversione contro lo Stato". Il dissidente Hu Jia si è più volte battuto, infatti, non solo i diritti dei malati di AIDS ma anche per veder riconosciuta in Cina la libertà di espressione, tanto da criticare sia in articoli pubblicati su internet sia durante alcune interviste rilasciate anche a media internazionali la situazione dei diritti umani in Cina. A comunicare la scarcerazione di Hu Jia è stata la moglie Zeng Jingyan, attraverso Twitter, dove scrive: "Finalmente è a casa con me e con i suoi genitori. Ma è molto stanco e non so se più tardi potrà parlare. Ora vorrei veramente che fosse tranquillo, che riposasse, e concedere interviste potrebbe provocargli nuovi problemi, spero che lo capiate". Il senso del messaggio è più o meno quello di Ai Weiwei, che ai media aveva infatti spiegato di non poter rilasciare interviste, chiedendo anche lui "comprensione". E comprendere che la scarcerazione, in Cina, spesso non equivale a riacquistare veramente la libertà è stata in primis l'organizzazione umanitaria internazionale Human Rights Watch (HRW), che sottolinea: "Per gli attivisti cinesi la prigione è solo uno dei modi nei quali si può perdere la libertà. Spesso dopo il loro rilascio li attendono gli arresti domiciliari, restrizioni dei movimenti e scomparse forzate". Senza contare la paura di continuare ad esprimere liberamente il proprio pensiero.

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