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Cina: non è un addio ma un benvenuto alla politica del doppio figlio

In Cina non c'è stato nessun addio alla politica del figlio unico, adottata nel 1970 e perseguita ferocemente ricorrendo anche ad aborti e sterilizzazioni forzate. Piuttosto, viene inaugurata la politica del doppio figlio in linea con la teoria malthusiana del controllo delle nascite.

In Cina non c'è stato nessun addio alla politica del figlio unico, adottata nel 1970 e perseguita ferocemente ricorrendo anche ad aborti e sterilizzazioni forzate. Nella logica della doppia faccia del comunismo cinese, il governo ha infatti semplicemente deciso che le donne in Cina potranno partorire due figli invece che uno. Benvenuti quindi nell'era della politica del doppio figlio, accolta superficialmente (e ipocritamente) come una grande riforma dai media occidentali. Invece, la verità risiede nel fatto che il Partito Comunista Cinese (quello sì rimasto unico) non abbandona la teoria malthusiana del controllo delle nascite ma semplicemente corre ai ripari per arginare il problema dell'invecchiamento della popolazione. Tra appena 15 anni la Cina avrà la popolazione più anziana del mondo, con più di 400 milioni di persone di età superiore ai 60 anni.
Ed infatti, Amnesty International sottolinea che la misura è "insufficiente" con William Nee che è costretto a ricordare ciò che ormai non appare più così ovvio e cioè che "lo Stato non ha alcun titolo di decidere quanti figli avere". Il ricercatore della Ong sottolinea quindi se la Cina intende seriamente rispettare i diritti umani "il governo deve porre immediatamente fine alle misure invadenti e punitive di controllo sulle decisioni relative alla pianificazione familiare e ai figli. - aggiungendo - Fino a quando resterà stabilito per legge quanti figli poter avere, le donne correranno sempre il rischio di subire contraccezione forzata e aborti forzati, questi ultimi equivalenti a una forma di tortura".

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