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Cina, Wen Jiabao: meno inflazione. Ma crescono i raduni del gelsomino

Mentre in Cina cominciano a sorgere quelli che vengono già chiamati come i "raduni del gelsomino", prendendo ispirazione dalle proteste di Tunisia, Egitto e Libia, il premier Wen Jiabao cerca di mantenere la stabilità sociale promettendo una riduzione dell'inflazione.

"La Cina deve garantire stabilità sociale, riducendo inflazione e corruzione" afferma il premier Wen Jiabao all'apertura della sessione plenaria annuale dell'Assemblea Nazionale Popolare, che ha una durata di 10 giorni durante i quali si decidono i progetti del partito comunista da sostenere al governo.
Wen Jiabao sottolinea come l'inflazione "riguarda il benessere della popolazione, incide sugli interessi di tutti e ha ripercussioni sulla stabilità sociale", tanto da rimarcare che una priorità dovrà essere quella di mantenere "stabili i prezzi". Forse questa attenzione di Wen Jiabao deriva anche dal fatto che già da un paio di settimane sono cominciati gli appelli, soprattutto diffusi attraverso interbet, a manifestare contro il regime cinese, prendendo probabilmente spunto e coraggio dalle rivolte scoppiate in Tunisia, in Egitto e in Libia. Finora le forze dell'ordine di Pechino hanno impedito i manifestanti di scendere in piazza, nonostante il movimento sia assolutamente non violento, ma i "raduni del gelsomino" continuano ad essere chiamati tanto che sembra che il Quotidiano di Pechino (Beijing Ribao), giornale ufficiale del regime, abbia inviatato i cinesi "all'armonia e alla stabilità" ricordando, con frasi tipo "1984" di George Orwell, che "la stabilità è un bene e il caos una sciagura". Tra i temi affrontati da Wen Jiabao anche l'ambiente, promettendo una riduzione di C02 nei prossimi 5 anni.

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