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Cina: Lady Gaga censurata da Partito Comunista. "E' come il Tetris"

Se il videogioco Tetris era "l'arma sovietica" per deviare i giovani occidentali negli anni '80, ora l'Occidente sforna Lady Gaga (et similia) per distruggere il comunismo in Cina, con "contenuti volgari, inadatti e di dubbio gusto" come recita un comunicato del Ministero della Cultura cinese.

Uno scrittore come Robert Sheckley, se fosse ancora vivo, forse non rinuncerebbe a scriverci un libro, magari del calibro de "I testimoni di Joenes". In un mondo dominato dal capitalismo più sfrenato, dove anche una "nuova Chernobyl" come Fukushima si riesce a far "scomparire" dalle menti dei cittadini del mondo, perché lo "show deve andare avanti" e non si può fermare l'economia mondiale, il vero padrone del pianeta è un Paese comunista. Un Paese comunista che fa girare la giostra del capitalismo, che detiene una enorme fetta del debito degli Stati Uniti (sino a condizionarne, per molti analisti, essenziali scelte politiche), che praticamente fabbrica tutti i beni di consumo e i gadget tecnologici di tutto il pianeta "globalizzato". Questo Paese si chiama Cina, o meglio "Repubblica Popolare Cinese" e "la forma di stato della Cina è una repubblica socialista governata da un partito unico, il Partito comunista cinese" (Wikipedia http://is.gd/gI7zHM). Il fatto divertente delle ultime ore è che in questo pazzo e illogico mondo "alla Sheckley" la rete informatica globale che legge e picchietta su apparecchi con scritto da qualche parte "Made in China" (o in modo più sibillino "Made in PRC"), si "scandalizza" per il fatto che la Cina "censura" degli idoli della cultura pop. Regime e censura sono due parole che vanno sempre di pari passo e, come c'è la censura in Occidente, non c'è da stupirsi come in una superpotenza comunista non sia vigente uno stretto controllo sull'informazione, musica compresa. Certo è che, quando la Cina censura il dibattito pubblico sul Tibet, sui diritti umani, sulla libera stampa e associazione, e sulla minoranza uiguri (minoranza islamica che vive nel nord-ovest della Cina), lo "scandalo" nel "libero" Occidente è davvero esiguo. Ma qui si parla di Lady Gaga, quasi 13 milioni di follower su Twitter e quasi 43 milioni di "people like this" su Facebook, quindi si parla di una "sintesi" culturale della maggioranza della popolazione mondiale che ha accesso al "benessere tecnologico" dell'"Occidente globale". Il Ministero della Cultura Cinese, come ha già fatto in passato (questa è almeno la terza volta quest'anno) ha avvisato tutto il "suo" web (quello cioè censurato e controllato dal regime) che se entro pochi giorni non "spariranno" dalla rete delle canzoni inserite all'interno di una "black list" pubblicata sul suo sito, ci saranno dei severi provvedimenti, tra cui, ovviamente, la detenzione. La spiegazione del Ministero della Cultura Cinese dal suo sito, secondo fonti americane è questa: "Le 100 canzoni su internet che sono elencate nella lista allegata non rispettano la censura o la registrazione secondo la disposizione della Internet Culture Management Temporary Provisions", ovviamente segue la lista. Il motivo per questa censura musicale è molto semplice, le canzoni presenterebbero "contenuti volgari, inadatti e di dubbio gusto" e "possono pregiudicare la sicurezza e la cultura dello Stato". Ma quali sono le 100 canzoni incriminate? La maggior parte sono ovviamente "in lingua" comprensibile alle masse, prodotte da artisti di Hong Kong e Taiwan, ma non mancano anche aidoru giapponesi e pop singer malesiani. Ma sono gli "occidentali globali" quelli che ovviamente preoccupano di più il Partito comunista cinese, gente "pericolosa" come Katy Perry con "Last Friday Night (T.G.I.F.)" oppure gli Owl City con "Honey and the Bee" e altri come Britney Spears, Beyonce, Backstreet Boys, i canadesi Simple Plan, eccetera. E naturalmente, in primis, Lady Gaga che, nella "black list" cinese segna un altro record della sua carriera. Lady Gaga è infatti l'artista con il numero di brani "più censurato", e sarebbe molto sgradita all'intellighenzia cinese. Stavolta le canzoni di Mama Monster che dovranno essere "eliminate" dal "web cinese" entro il 15 settembre dovrebbero essere "Bloody Mary", "The Edge of Glory", "Hair", "Marry the Night". Interessante il fatto che queste canzoni non incitino a nessuna rivoluzione "alla Dylan" e sembra quasi che il Partito comunista cinese abbia molta più paura del "lassismo" di queste "pop song" che di ben altri inni alla libertà (non solo dei sensi, ovviamente). Un motivo che Steven K. Samson, sociologo indipendente ed esperto di "ricadute sociali" dei videogiochi, non prende sottogamba: "Lady Gaga potrebbe essere quello che il videogioco Tetris era per una nota leggenda metropolitana della fine degli anni '80, cioè un'arma di 'distrazione di massa' prodotta dai sovietici per fiaccare i giovani americani". Questa volta sarebbe una vendetta, il "complotto" perfetto degli USA: un prodotto musicale "virale" occidentale per "deviare" le nuove generazioni del Paese comunista più capitalista del mondo. Lady Gaga riuscirà a distruggere il comunismo in Cina?

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