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Cina: Baby 59 sta bene. Vittima della "politica del figlio unico"?

Per fortuna sta bene il neonato estratto miracolosamente vivo dallo scarico di un wc in Cina. Il bambino ha ripostato solo lievi contusioni, ed ora è al vaglio la poszione della madre, una donna di 22 anni. La storia di Baby #59 riaccende le polemiche, e fa rivivere l'orrore, della cosiddetta "politica del figlio unico" adottata in Cina dal governo, normativa di controllo delle nascite.

Il bambino n. 59, come finora viene chiamato il neonato salvato miracolosamente dalla morte dopo essere rimasto intrappolato nello scarico di un water in Cina, era ancora attaccato alla placenta quando è stato tirato fuori dai soccorritori. Il numero 59 deriva dal nome dell'incubatrice in cui è stato messo in ospedale dopo essere estratto dal tubo del wc dai vigili del fuoco, che hanno utilizzato pinze e seghe per smontarlo. Su Youtube il video dell'intero salvataggio di "baby #59", da quando i vigili del fuoco hanno segato il tubo a quando il neonato ha emesso il primo vagito, facendo tirare un sospiro di sollievo ai tanti accorsi per salvargli la vita. Adesso, il bimbo è sotto osservazione in un ospedale della Cina, ma non sembra aver subito particolari traumi, tranne qualche contusione. In ospedale, oltre ad essere curato, è coccolato non solo dalle infermiere ma da tanti cinesi che si recano a visitarlo e a donare ogni genere di prima necessità per il neonato, latte e pannolini in primis.

Sembra che a chiamare i soccorsi sia stata proprio la madre del neonato, una ragazza cinese di 22 anni non sposata che ha seguito minuto per minuto l'intero salvataggio del bimbo rimasto intrappolato nello scarico fognario, durato all'incirca due ore. Solo quando è stata interrogata dalla polizia, però, ha ammesso di essere la madre del piccolo. I primi sospetti sono affiorati perché, nella camera presa in affitto dalla giovane donna, la polizia ha trovato giocattoli e della carta igenica sporca di sangue. Sembra che la 22enne abbia raccontato di aver tentato di afferrare il bambino una volta "caduto" dentro il water, ma invano perché il neonato sarebbe scivolato all'interno del buco e quindi nei tubi della rete fognaria, dove è rimasto bloccato. Pare che la donna, a quel punto, abbia avvisato il padrone di casa del grave incidente.

Il racconto della donna è al vaglio degli inquirenti. Il dubbio è che la madre di Baby #59 avesse avuto comunque l'intenzione di abbandonare il figlio. La 22enne ha spiegato di essere rimasta incinta dopo un'avventura di una notte con un uomo che in seguito non si è assunto le sue responsabilità. La giovane, solamente diplomata, lavora in un ristorante nella provincia di Zhejiang, nella città di Jinhua. La donna non aveva detto della gravidanza ai suoi genitori.

Il bambino adesso sta bene, come si vede anche nelle prime foto diffuse. Il neonato pesa 2,8 chilogrammi, e per fortuna ha riportato solamente lievi abrasioni sulla testa e sugli arti. Molte persone, secondo i media cinesi, si sarebbero offerte di adottare il neonato. Il dramma di questa giovane mamma, e del suo bambino, riaccende il dibattito anche sulla Pianificazione familiare adottata dalla Cina, che dal 2002 è diventata una legge nazionale dalla quale dipendono tutte le politiche provinciali. Pianificazione familiare che ha creato la cosiddetta "politica del figlio unico", normativa di controllo delle nascite attuata dal governo cinese.

In Cina, anche a causa dell'applicazione della "politica del figlio unico", vi sono 13 milioni di aborti ogni anno, di questi moltissimi sono forzati, ed ha suscitato orrore il fatto avvenuto il 3 giugno 2012, quando "una donna cinese dello Shanxi è stata costretta ad abortire al settimo mese di gravidanza" ed ha dovuto subire, oltre a questa violenza, anche quella di avere accanto nel letto il corpo del piccolo abortito, adagiato lì da chi aveva perpetrato l'omicidio. Come riporta Asia News, la donna fu "picchiata e trascinata in un veicolo da un gruppo di impiegati del Family planning. I rappresentanti del controllo sulla popolazione avevano chiesto 40mila yuan (circa 4 mila euro, oltre 3 anni di lavoro) alla famiglia, che aveva trasgredito la legge del figlio unico. Non avendo ricevuto i soldi, essi hanno fatto abortire Jianmei al settimo mese". Purtroppo, continua Ansia News, "l'aborto forzato è ancora un pratica molto comune in Cina, a causa della stretta osservanza della politica del figlio unico" tanto che Reggie Littlejohn, avvocato USA che combatte per la difesa della donna in Cina (Women's Rights Without Frontiers) dichiara: "Tutto questo è un oltraggio. Nessun governo legittimo potrebbe commettere o tollerare un atto simile. I responsabili dovrebbero essere perseguiti per crimini contro l'umanità".

Sempre Asia News ricordava che "la dissidente Chai Ling, una dei capi del movimento di Tiananmen, esule negli Stati Uniti e convertita al cristianesimo, è impegnata nella lotta contro gli aborti forzati causati dalla legge del figlio unico. Più di un anno fa, durante un incontro di dissidenti davanti alla casa Bianca, Chai Ling ebbe a dire: 'L'applicazione brutale e violenta della politica del figlio unico è il più grande crimine contro l'umanità attualmente in atto; è lo sventramento segreto e inumano di madri e figli; è il massacro di Tiananmen che si ripete ogni ora; è un olocausto infinito che va avanti da 30 anni'".

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