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Messico festeggia San Juan Diego, indio della Vergine di Guadalupe

Il povero indio che incontrò la Vergine di Guadalupe, canonizzato da Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002, è stato festeggiato sulla spianata dell'antica parrocchia degli Indiani, nel santuario di Guadalupe.

Il 31 luglio la Chiesa messicana ha festeggiato il decimo anniversario della canonizzazione di San Juan Diego Cuauhtlatoatzin conosciuto (dai cattolici e non) per l'evento miracoloso avvenuto nel 1531, chiamato "l'evento di Guadalupe". La Madonna infatti apparve nel dicembre di quell'anno al povero indio Cuauhtlatoatzin, appena dieci anni dopo la distruzione di Tenochtitlan, la meravigliosa capitale del mondo atzeco, conquistata il 13 agosto del 1521 da Hernán Cortés (Cortez The Killer, direbbe Neil Young) e i suoi uomini, poi saccheggiata e rasa al suolo (sulle sue rovine si ergerà Città del Messico). Come si legge nella bella pagina dedicata a "San Juan Diego Cuauhtlatoatzin Veggente di Guadalupe" "è in questo contesto che, dieci anni dopo, va collocata l'apparizione della Madonna a un povero indio di nome Juan Diego, nei pressi di Città del Messico. La mattina del 9 dicembre 1531, mentre sta attraversando la collina del Tepeyac per raggiungere la città, l'indio è attratto da un canto armonioso di uccelli e dalla visione dolcissima di una Donna che lo chiama per nome con tenerezza. La Signora gli dice di essere 'la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio' e gli ordina di recarsi dal vescovo a riferirgli che desidera le si eriga un tempio ai piedi del colle. Juan Diego corre subito dal vescovo, ma non viene creduto". Ma il vescovo gli crede quando, si legge sempre sul sito Santi e Beati (santiebeati.it), in un articolo di Maria Di Lorenzo "(...) Juan Diego sale e con grande meraviglia trova sulla cima del colle dei bellissimi 'fiori di Castiglia': è il 12 dicembre, il solstizio d'inverno secondo il calendario giuliano allora vigente, e né la stagione nè il luogo, una desolata pietraia, sono adatti alla crescita di fiori del genere. Juan Diego ne raccoglie un mazzo che porta alla Vergine, la quale però gli ordina di presentarli al vescovo come prova della verità delle apparizioni. Juan Diego ubbidisce e giunto al cospetto del presule, apre il suo mantello e all'istante sulla tilma si imprime e rende manifesta alla vista di tutti l'immagine della S. Vergine. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cade in ginocchio, e con lui tutti i presenti". Il resto è storia, come si dice. Quella che forse è la prima apparizione della Madonna dà luogo al primo Santuario costruito per Lei, che diventerà uno dei più conosciuti di tutto il mondo, e che porta, al cospetto della Vergine di Guadalupe qualcosa come 15-20 milioni di pellegrini l'anno. Juan Diego è nato nel 1474 a Cuauhtitlan e apparteneva alla classe più infima nell'Impero Azteco. Morì a 74 anni il 30 maggio 1548. La commemorazione della Chiesa Messicana è avvenuta sulla spianata dell'antica parrocchia degli Indiani, nel santuario di Guadalupe, dove riposano i resti di San Juan Diego; il cardinale Norberto Rivera Carrera, Arcivescovo Primate del Messico, ha celebrato una Messa nell'atrio principale della Basilica. Nella sua quinta ed ultima visita in Messico, il beato Giovanni Paolo II ha canonizzato Juan Diego in una Santa Messa presieduta il 31 luglio 2002 proprio nella Basilica di Guadalupe. Nell' omelia di Giovanni Paolo II si ritrovano parole di grande attualità e di invito a sorpassare le differenze in nome dell'amore. Diceva in quell'occasione Papa Woytila: "Juan Diego, nell'accogliere il messaggio cristiano senza rinunciare alla sua identità indigena, scoprì la profonda verità della nuova umanità, nella quale tutti sono chiamati ad essere figli di Dio. In tal modo facilitò l'incontro fecondo di due mondi e si trasformò in protagonista della nuova identità messicana, intimamente unita alla Vergine di Guadalupe, il cui volto meticcio esprime la sua maternità spirituale che abbraccia tutti i messicani. Attraverso di esso, la testimonianza della sua vita deve continuare a dare vigore alla costruzione della nazione messicana, a promuovere la fraternità tra tutti i suoi figli e a favorire sempre di più la riconciliazione del Messico con le sue origini, i suoi valori e le sue tradizioni".

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