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Mali, Vescovi: conflitto armato aggrava la "crisi profonda"

Anche se l'attenzione sul Mali è nuovamente scemata, il conflitto armato prosegue, aggravando una "crisi già profonda" come spiegano i Vescovi del Mali, invitando tutti "alla preghiera, alla solidarietà, all'unità ed alla vigilanza".

Dopo il primo tam tam in merito agli ostaggi (stranieri e non) trattenuti (e alcuni di questi anche uccisi) da un gruppo di terroristi islamici in un impianto di estrazione di gas in Algeria, l'attenzione sulla vicenda è nuovamente scemata, come quella sulla situazione in Mali, da cui ha avuto origine il tutto. Le forze francesi, infatti, sono intervenute in Mali circa due settimane fa poiché alcune città del Paese erano ormai cadute sotto "il giogo islamista", come spiegava l'Agenzia Fides, che informa anche come nella capitale Bamako sia stata chiusa l'Ambasciata del Giappone a fronte di una "misura preventiva tenendo conto dell'attacco terroristico in Algeria" dove diversi cittadini giapponesi hanno perso la vita. E' sempre la Fides ad aggiornare sul conflitto in Mali, spiegando che "proseguono le operazioni militari francesi contro i gruppi jihadisti che occupano il nord" del Paese, rivelando che "l'aviazione di Parigi ha colpito alcuni siti dei guerriglieri a Tombouctou". La stampa internazionale afferma che sarebbero state commesse violenze contro cittadini di origine touareg nelle città riconquistate dall'esercito maliano, e così la Fides interpella don Edmond Dembele, Segretario Generale della Conferenza Episcopale del Mali, che chiarisce: "Nei media locali non ho visto riportate notizie del genere - aggiungendo - Il Capo di Stato Maggiore delle forze armate maliane ha però affermato che queste informazioni non sono ancora state verificate ed ha promesso che, se queste venissero accertate, i responsabili verranno puniti". Il conflitto armato aggrava però la "crisi profonda" che perdura nel Paese già da un anno, come avvertono i Vescovi del Mali in una lettera indirizzata alla comunità cattolica locale e a tutti i maliani, attraverso un documento inviato alla Fides. I Vescovi del Mali sottolineano che orami si è infatti entrati in una "fase cruciale" e per questo "invitano tutti alla preghiera, alla solidarietà, all'unità ed alla vigilanza". La Conferenza Episcopale lancia quindi un appello alla solidarietà nei confronti "dei nostri compatrioti direttamente toccati dal conflitto: gli sfollati e i rifugiati, le famiglie in lutto, le forze armate e di sicurezza" e annuncia che in occasione della Quaresima, che inizia il 13 febbraio, verrà lanciata una mobilitazione nazionale per raccogliere "risorse finanziarie e materiale per aiutare" le vittime del conflitto.

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