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Cardinale Carlo Maria Martini: affetto su Twitter da atei e credenti

Il Cardinale Carlo Maria Martini è morto all'età di 85 anni a Gallarate. Uomo di Chiesa, un "Padre della Chiesa dei tempi moderni" come lo definisce Enzo Bianchi, ha avuto da sempre la stima di non credenti, agnostici e atei. E sulla rete il cordoglio è unanime.

E' morto a Gallarate il Cardinale Carlo Maria Martini alle ore 15 e 45 di venerdì 31 agosto. Martini aveva 85 anni ed era da tempo malato di Parkinson. Il Cardinale "ha rifiutato ogni accanimento terapeutico" come ha affermato Gianni Pezzoli, direttore dell'unità di Neurologia del Centro Parkinson degli Istituti clinici di Perfezionamento di Milano, che seguiva la salute del Cardinale da diversi anni. Padre Cesare Bosatra, superiore del collegio Alosianeum, dove Carlo Maria Martini viveva da qualche anno, si sofferma sugli ultimi momenti del Cardinale: "Martini era sedato da giovedì e si è spento serenamente, nel sonno". La rete sembra ricordare Carlo Maria Martini in maniera affettuosa e partecipe, a prescindere dal suo "status ecclesiastico" che, per la maggior parte degli internauti "attivi" nei social network (una minoranza, però, rispetto ai "lurker") rappresenta automaticamente un "minus" (per usare un eufemismo) nel giudizio (anche, cinicamente, post mortem). Anche su Twitter i cinguettii sulla morte dell'ex arcivescovo di Milano (dal 1979 al 2002) sembrano piuttosto concordi. Credenti e non credenti sono infatti uniti nel cordoglio e chi, quasi "sgomento", come Claudio Calicchia twitta il messaggio "Passiamo giorni e giorni a criticare i prelati e poi quando ne muore uno, i tweet cambiano rotta. Quanto era bello, quanto era bravo" sembra venire subito "ripreso" da altri utenti, come Elena Bibolotti che risponde: "non tutti i 'preti' sono uguali... magari informarsi prima, leggere, capire come mai... no?". Come i milanesi (e non solo) sanno, moltissimi atei stimavano Carlo Maria Martini, e un tweet per tutti, di Giovanni Molaschi, descrive questo profondo rispetto: "Da ateo pregherò per il cardinal Martini. Un prelato illuminato e illuminante. Per tutta una vita ha saputo ascoltare". Antonio Spadaro twitta: "Il Cardinal Martini, da gesuita, ha vissuto intensamente la sua fede proprio anche cercando di capire chi la fede non ce l'ha"; Jacopo Giliberto gli risponde: "ho l'impressione che Carlo Maria Martini avesse compreso in prima persona chi non crede nelle divinità". Segue il ricordo di Daniele Lepido: "Ricordo la 'cattedra dei non credenti', esempio di dialogo e tentativo illuminante per ritrovarsi, nonostante tutto, insieme". Sono centinaia i tweet che ricordano il Cardinal Martini con affetto, a prescindere dalla fede, così come i commenti dei lettori sui grandi giornali. Rimane sul web anche il suo ultimo intervento nella rubrica "Lettere al cardinal Martini" che curava per il Corriere della Sera. Questo il testo di commiato del 24 giugno: "Ora viene il tempo in cui l'età e la malattia mi danno un chiaro segnale che è il momento di ritirarsi maggiormente dalle cose della terra per prepararsi al prossimo avvento del Regno. Assicuro della mia preghiera per tutte le domande rimaste inevase. Possa essere Gesù a rispondere ai quesiti più profondi del cuore di ciascuno". E proprio nell'ultima rubrica il Cardinal Martini rispondeva a quest'ultima lettera di Paolo Fornari (Roma): "Rimango sempre più allibito da ciò che succede nella (nostra?) Chiesa! Va bene pensare che anche gli uomini che ne sono alla guida sono peccatori, ma vien da chiedersi se chi è alla guida della Chiesa abbia un minimo di Fede. Come si può sostenere di avere Fede tanto da giungere alla guida di tutti i fedeli e commettere misfatti di tale portata? Che rapporto c'è tra Fede e peccato?". Rispondeva laconico, come sempre, Carlo Maria Martini: "Lei sa che la mia risposta procede dalla risposta data da Gesù a Pietro: «E le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16,18) riferendosi alla Chiesa. Questa parola darà a Pietro la certezza che se da un lato le «porte degli inferi» le sono addosso da sempre, dall' altro, non saranno mai in grado di chiudersi dietro di essa".

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