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Assisi: Giotto nasconde demone in nuvola? Ma con il cranio di "Alien"

Giotto ha nascosto in una nuvola dipinta in una affresco del ciclo della Vita di Francesco, nella Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi, un volto. Forse un demone, ma per qualcuno le due corne sembrano essere posizionate su un cranio simile a quello di "Alien".

Un volto dipinto nelle nuvole di un affresco di Giotto nella Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi. E' questa la sensazionale scoperta anticipata sul sito edito dal Sacro Convento (www.sanfrancescopatronoditalia.it), ma fatta dalla storica Chiara Frugoni, grande studiosa del francescanesimo. L'affresco in questione, che rappresenta una delle scene centrali del ciclo della Vita di Francesco, "la ventesima, quella che mostra, in basso, la morte del Santo, attorniato dai discepoli, e nella parte superiore l'anima di Francesco ascesa in cielo", come spiega in un articolo sanfrancescopatronoditalia.it (http://is.gd/q8iDVy), è stato ammirato per otto secoli senza che nessuno, finora, si fosse mai accorto del particolare nascosto nella nuvola, dipinto nella parte più vicina all'angelo di destra. Chiara Frugoni descrive questo "vigoroso ritratto", con naso adunco e sorriso beffardo, "completato anche da due corna scure". "Forse non fu soltanto un'impertinenza sfuggita fino ad oggi all'occhio di tutti" spiega la Frugoni, che ha appena pubblicato con l'Einaudi il libro "Storia di Chiara e Francesco", ricordando come "nel Medioevo si credeva che anche nel cielo abitassero i demoni che ostacolavano la salita delle anime: è un significato ancora da approfondire, ma che sembra destinato a dare buoni frutti". Il capo dei restauratori della Basilica, Sergio Fusetti, sottolinea invece come "il demone non sembra entrare nella scena vera e propria, altrimenti sarebbe stato evidenziato con più visibilità - ipotizzando - Forse è stato un dispetto dell'artista nei confronti di qualcuno o forse un suo divertimento". Rimangono comunque dei dubbi sul fatto che quel volto rappresenti davvero un demone, o non semplicemente un ritratto, magari del frate committente visto che il ciclo di affreschi che si trova nella Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi, e che illustra la narrazione di san Bonaventura della Vita Francisci, nota come la Legenda Maior, è stato commissionato dall'Ordine francescano. Qualcuno, infatti, osservando il particolare del volto nascosto, trova delle difficoltà ad "inquadrare" le "due corne scure". Nitido il mento un po' prognato, le labbra che sembrano carnose, il naso aquilino e l'alta fronte, tanto che le "corna" in questione sembrerebbero posizionate fuori dal profilo del cranio, a meno che la forma della testa del "demone" non assomigli a quella di "Alien" (di Ridley Scott, 1979), dalla caratteristica "feluca ossea" (interessante il fatto che un tipo di feluca si chiama, anche, bicorno). Storicamente, comunque, la scoperta della Frugoni è ancor più interessante per il fatto che da oggi bisognerà fissare una nuova data di inizio per quella che la medievalista chiama la "manipolazione delle nuvole" da parte di un pittore. "Fino ad oggi, infatti - osserva la storica, come riporta il sito sanfrancescopatronoditalia.it - il primo pittore che pensò di trattare le nuvole era ritenuto Andrea Mantegna che nel suo San Sebastiano, dipinto nel 1460 (oggi conservato nel Kunsthistorisches Museum a Vienna), mostrò sullo sfondo del cielo un cavaliere che emerge da una nuvola. Ora, questo primato del Mantegna non è più tale".

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