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Una casa per Chiara Insidioso Monda: per Renzi e lo Stato è poco petaloso?

Chiara Insidioso Monda, la 19enne massacrata di botte dal 35enne fidanzato nel 2014, non è più in pericolo di vita ma ha bisogno di un'assistenza continua e soprattutto di una casa. Lo Stato però nonostante abbia ratificato la Convenzione di Istanbul fa orecchie da mercante e non risarcisce Chiara Insidioso Monda del danno subito. Da Matteo Renzi nessun tweet, forse perché il caso è poco petaloso.

Era il 3 febbraio del 2014 quando il 35enne Maurizio Falcioni ha aggredito brutalmente la fidanzata 19enne Chiara Insidioso Monda. La vita della giovane è rimasta appesa ad un filo per mesi e dopo dopo 10 mesi esce dal coma e passa a uno stato di "minima coscienza". Dopo il lungo ricovero al San Camillo di Roma, Chiara Insidioso Monda viene trasferita nel centro specializzato per la riabilitazione Santa Lucia e alla struttura "è arrivata in totale assenza di interazione con l'ambiente esterno" come spiega la dottoressa Rita Formisano, primaria del centro post-coma. Oggi invece Chiara ha iniziato a recuperare la capacità di mangiare per bocca, di comunicare, di farsi capire con piccoli gesti. Il giorno che è entrata alla Fondazione Santa Lucia la ragazza "a livello motorio non aveva nessun movimento degli arti superiori. Ora non solo percepisce quello che ha intorno ma muove gamba, piede e braccio sinistro, e alza il pollice per dire sì, chiude gli occhi per dire il no, e ora ha anche imparato ad alzare l'indice per prenderti in giro. E poi ride, e con la mimica facciale esprime diversi stati d'animo, cosa che prima non faceva assolutamente" sottolinea il logopedista Sergio Pero.

Il processo di recupero di Chiara Insidioso Monda potrebbe però subire una brusca frenata. Tra una ventina di giorni, infatti, la giovane sarà dimessa dal Santa Lucia e trasferita in una casa di riposo ma per Chiara "la cosa migliore sarebbe vivere in una casa attrezzata con i suoi cari e con un'assistenza in grado di provvedere alle sue esigenze" viene chiarito dai medici che l'hanno in cura. Il problema è che Chiara Insidioso Monda non ha una casa, e finora lo Stato ha fatto orecchie da mercante in merito alle esigenze della ragazza. Il Comune di Roma le ha infatti offerto solo una casa popolare di 50 metri quadrati a Ponte di Nona con un affitto di 450 euro al mese. "Una casa dove Chiara non può neanche girarsi con la carrozzina, e dove continuare la riabilitazione al Santa Lucia non è praticabile per la distanza. Per non parlare dell'assistenza domiciliare che per mia figlia deve essere costante e specializzata e che qui è gratis, ma che a casa sarebbe improponibile con le nostre risorse economiche" come racconta il padre della ragazza, Maurizio Insidioso Monda. Chiara ha invece bisogno di una casa con degli spazi progettati appositamente per lei affinché, pian piano, possa anche muoversi autonomamente anche grazie all'utilizzo della domotica. E questa casa dovrebbe fornirgliela proprio lo Stato in base a quegli obblighi internazionali che impongono all'Italia a risarcire chiunque (quindi non solo Chiara) abbia "subito gravi pregiudizi all'integrità fisica o alla salute, se la riparazione del danno non è garantita da altre fonti, in particolare dall'autore del reato" come recita la Convenzione di Istanbul.

E lo Stato non ha il diritto di abbandonare Chiara a se stessa anche per il fatto che prima della violenta aggressione il padre aveva sporto tre denunce, due ai Carabinieri e una alla Procura di Roma nella quale veniva precisato che la ragazza soffriva di un ritardo mentale e che poteva trovarsi in grave pericolo di vita ovunque lei si trovasse, come poi è successo. In base alla Convenzione di Istanbul lo Stato non solo ha il dovere di punire l'aggressore (16 anni in Appello) ma soprattutto doveva adottare tutte le misure necessarie per prevenire la violenza. Ecco perché a maggior ragione lo Stato deve risarcire Chiara Insidioso Monda del danno subito. In attesa di un tweet di Matteo Renzi (il caso sarà poco petaloso?), nascono petizioni ed appelli per "una casa per Chiara" come l'hashtag utilizzato per promuovere queste campagne. Un appello è stato lanciato anche dall'Associazione NonSoloChiara Onlus e il Salvamamme invitando tutti i deputati e i senatori a donare almeno 100 euro per regalare una casa a Chiara. Moltiplicati per il numero dei parlamentari, la somma sarebbe già di 94.500 euro, che potrebbe tranquillamente lievitare visto che tra stipendi e vitalizi i politici possono sicuramente permettersi più di 100 euro a testa.

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