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Caso Daniela Sanjuan: il Piccolo Carro replica a Chi l'ha visto

la Procura di Perugia ha confermato che i resti ritrovati nel 2013 a Bettona sono proprio di Daniela Sanjuan, la 14enne scomparsa dalla comunità "Piccolo Carro" il 23 ottobre 2003. Nella prima puntata della nuova stagione il caso di Daniela Sanjuan viene approfondito da Chi l'ha visto. La Cooperativa il Piccolo Carro replica però alle accuse di Chi l'ha visto.

Il 7 settembre la Procura di Perugia ha confermato che il frammento di calotta cranica ritrovato il 20 febbraio 2013 in località Acque Minerali di Bettona (Perugia) è proprio di Daniela Sanjuan, la ragazza di 14 anni scomparsa proprio in quella zona dopo essere scappata il 23 ottobre 2003 dalla comunità "Piccolo Carro" che la ospitava. Durante la prima puntata della nuova stagione, Chi l'ha visto? ha ripercorso il caso di Daniela Sanjuan, mostrando in diretta alcuni documenti che metterebbero in dubbio le autorizzazioni della struttura che ospitava la 14enne. Alla vigilia di una nuova puntata, la Società Cooperativa Sociale Piccolo Carro, con sede legale in Bastia Umbra (Perugia) replica a Chi l'ha visto? precisando che le loro strutture residenziali per minori sono "sempre dotate di regolare autorizzazione al funzionamento".

Innanzitutto, viene precisato in una nota, "i documenti mostrati in diretta sono relativi ad una struttura sita in Bettona risalenti all'anno 2002 quindi antecedenti all'ingresso di Daniela al Piccolo Carro, avvenuto in data 27 gennaio 2003". Viene ricordato infatti che Daniela Sanjuan "venne dimessa da un'altra struttura del territorio campano il 27 gennaio 2003 e lo stesso giorno fu collocata al Piccolo Carro su provvedimento del Tribunale per i minorenni di Napoli".

La Cooperativa Piccolo Carro a quel punto inserì Daniela Sanjuan "presso la struttura denominata 'L'isola che non c'è' sita in Ripa (Perugia), titolare di regolare autorizzazione al funzionamento rilasciata dal Comune di Perugia in data 3 aprile 2000 e a tutt'oggi autorizzata" viene quindi spiegato. La Cooperativa ricorda inoltre che "la signora Malvone, dopo alcuni mesi di permanenza della figlia al Piccolo Carro, chiese che Daniela potesse fare un breve rientro temporaneo a casa, il quale venne concordato per il periodo 25 agosto - 1 settembre 2003. Anticipando ogni previsione, solo dopo 3 giorni, decise di riportarla in comunità per i continui diverbi fra madre e figlia che la stessa non riusciva a gestire. Dalla data del rientro al Piccolo Carro, avvenuto il 28 agosto 2003, la madre non ha più cercato la figlia per oltre un mese."

Si chiarisce quindi che "nella prima settimana del mese di ottobre 2003, Daniela fu trasferita presso la struttura residenziale denominata 'La Ghianda' sita in Bettona, anche questa regolarmente autorizzata al funzionamento dal Comune di Bettona in data 14 luglio 2003 e a tutt'oggi autorizzata". La Cooperativa assicura inoltre che "la sera del 23 ottobre 2003, appena fu dato l'allarme della scomparsa di Daniela, furono immediatamente avvisati i Carabinieri, la Polizia Ferroviaria e le autorità competenti, come previsto dalla legge, mentre tutto il personale disponibile della Cooperativa (oltre 15 persone) si mise volontariamente alla sua ricerca". Si specifica invece che "la signora Malvone fu avvisata della fuga di Daniela la mattina del 24 ottobre 2003, ma si presentò presso la comunità solo 3 giorni dopo, non partecipando alle ricerche nella zona che si protrassero per diverso tempo".

Infine, il Piccolo Carro replica anche alle altre accuse di Chi l'ha visto? "in merito all'allontanamento volontario di Daniela dalla comunità 'La Ghianda', ricordando alla trasmissione condotta da Federica Sciarelli che le comunità di accoglienza per minori "non possono essere delle carceri e, per quanto opportunamente presidiate, possono occasionalmente presentarsi degli allontanamenti".

Il Piccolo Carro conclude assicurando di essere "disponibile a fornire tutta la documentazione in merito nelle sedi opportune, rigettando, contestualmente, le false e tendenziose dichiarazioni rese a 'Chi l'ha visto?' da ex dipendenti ed ex ospiti. - e aggiunge - A tutela dell'immagine della Cooperativa e, soprattutto, per assicurare la tranquillità e la salvaguardia dei programmi educativi e psicologici in corso per i ragazzi attualmente ospiti, la stessa si riserva di adire le vie legali. Da ultimo, ma non certo per importanza, il Piccolo Carro rinnova l'invito a Federica Sciarelli a visitare le proprie strutture per conoscere personalmente la vita delle comunità gestite dalla Cooperativa e le numerose attività offerte a supporto del recupero dei minori ospiti".

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