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NASA: funghi di Chernobyl sulla ISS. Per condire la pasta al grano Creso?

La NASA invia sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ben otto otto specie di funghi di Chernobyl, raccolti dalla Berkeley National Lab ed analizzati dal Jet Propulsion Laboratory dell'agenzia spaziale americana. Nel prossimo futuro i funghi di Chernobyl serviranno per condire un piatto di pasta fatta dal grano nato dall'irradiazione nucleare, il Creso?

Purtroppo oltre ai bambini, attorno alla centrale nucleare di Chernobyl, protagonista della più grave catastrofe nucleare della storia insieme al disastro giapponese di Fukushima, vivono in un inferno radioattivo molti animali (anche se qualcuno si ostina a descriverlo come un paradiso), ma anche diversi tipi di funghi. Poiché è assodato che la fauna, come i cinghiali tedeschi ancora fortemente contaminati dalle conseguenze ambientali della nube radioattiva della centrale ucraina, non può essere struttata (nè tantomeno mangiata) dall'uomo, alcuni ricercatori hanno cercato di trovare un qualche tipo di risorsa (leggi business) nei miceti.

Non tutti sanno che, infatti, il Berkeley National Lab, laboratorio del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti gestito dall'Università della California, "ha un accordo che permette loro di raccogliere campioni di funghi dal luogo dell'incidente di Chernobyl". "Dopo l'incidente, i funghi sono stati i primi organismi a spuntare e gli scienziati hanno voluto capire come possano prosperare in un ambiente del genere" spiega Kasthuri Venkateswaran, ricercatore senior presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA che utilizza i campioni raccolti dalla Berkeley.

Intervistato dal magazine online Motherboard.com, Venkat (come viene abbreviato il cognome) rivela quindi che gli scienziati americani sperano di sfruttare i funghi di Chernobyl per "produrre nuovi composti da utilizzare come molecole nella radioterapia". "I funghi di Chernobyl si sono adattati alle radiazioni e ben il 20 per cento sono stati trovati ad essere radio-trofici, cioè si sviluppano dove c'è maggiore radiazione" precisa Venkat.

Il team di ricercatori della NASA crede che sia la melanina, il pigmento che rende più scura la pelle, a proteggere i funghi dalle radiazioni nocive e ad aiutare a convertire la radiazione in una fonte di cibo. Venkat chiarisce: "I funghi raccolti sul luogo dell'incidente di Chernobyl avevano infatti più melanina che i funghi raccolti al di fuori della zona di esclusione".

Per proseguire lo studio, il Jet Propulsion Laboratory ha quindi deciso di inviare sulla Stazione Spaziale Internazionale, attraverso il cargo di SpaceX, ben otto specie di funghi di Chernobyl che saranno esposti alla microgravità per una 15ina di giorni. Una volta tornati sulla Terra, i funghi spaziali saranno quindi confrontati con quelli coltivati sul terreno.

In attesa che il mercato (e soprattutto Big Pharma) ci offra (si fa per dire) un piatto di funghi di Chernobyl, è bene ricordare che già oggi sulle nostre tavole si serve abitualmente della pasta fatta da un grano nato dall'irradiazione nucleare, il Creso (brevetto Enea). Ovviamente, sempre e solo per il "miglioramento genetico".

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