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Chernobyl: la natura non si riprende

Duro colpo per la "linea allegra" che voleva che dopo un incidente nucleare gli unici effetti fossero angurie giganti succulente e piccioni grandi come condor pronti per essere infilati in forno. Una ricerca sul campo risponde: solo desolazione e morte.

Mentre le lobbies italiane pro-nucleare sono sempre più aggressive nel fomentare la costruzione di nuove centrali nel nostro Paese propagandando la "bellezza" e la "sicurezza del nucleare" ogni tanto spunta dalle cronache il loro peggior incubo.
L'incubo delle lobbies pro-nucleare è paragonabile solo al terrore che provano i germi degli spot pubblicitari dell'interno del WC. Il prodotto che li spazza via si chiama Chernobyl e in fatto di "sterilizzazione" della vita, si dimostra ben più di un letterale anti-biotico (bìos in greco significa vita).
Una ricerca approfondita che riguarda la zona abbandonata intorno alla centrale di Chernobyl (la catastrofe nucleare accadde il 26 aprile 1986 alle ore 1:23:44) ora mostra che le idilliache previsioni della natura radioattiva che cresce più bella e sana è una bufala (come suggeriva il buon senso e l'esperienza): dove ci sono radiazioni, ci sono mutazioni, tumori, problemi, tragedie.
Il professor Timothy Mousseau dell'Università della Carolina del Sud e il dottor Anders Moller dell'Università di Parigi, ha impiegato tre anni a studiare gli animali della zona, come ha riferito venerdì scorso la BBC.
Dal 2006 al 2009 hanno contato e osservato la fauna attorno alla centrale compresi insetti, rettili, mammiferi, uccelli e anfibi.
Il risultato è desolante: dopo quasi 25 anni la natura non si è ancora ripresa e i poveri animali vivono male dopo l'incidente, proprio come "i bambini di Chernobyl" che continuano a patire i danni dell'industria nucleare.
I ricercatori affermano che la contaminazione da radiazione "ha un impatto significativo" sugli animali rimasti e che "questi effetti nocivi delle radiazioni sono talmente grande da essere schiaccianti".
Ad esempio osservando le rondini hanno notato tumori alle zampe, al collo e sugli occhi. "Pensiamo che possano essere più suscettibili, dopo la loro lunga migrazione, all'ulteriore stress ambientale", ha affermato il professor Mousseau.
Insomma da Chernobyl niente di nuovo e niente di buono, ma solamente un monito: solamente una moratoria che bandisca l'energia nucleare dalla faccia della terra potrà scongiurare catastrofi come quella.

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