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Chernobyl: a rischio nuovo sarcofago anti radiazioni con crisi in Ucraina

I lavori del nuovo sarcofago di Chernobyl, che dovrà servire a prevenire future (e ancora possibili) perdite radioattive dal reattore distrutto dopo l'esplosione del 1986, rischiano di subire dei ritardi fino a due anni a causa della crisi scoppiata in Ucraina. Adi Roche, ceo del Chernobyl Children International, ricorda: "Sotto la centrale nucleare distrutta c'è ancora una "enorme bomba a orologeria altamente instabile".

"Ciò che non può mai essere dimenticato è che la distruzione causata dalla mortale esplosione al reattore numero 4 di Chernobyl è stata provocata dal rilascio di appena il 3 per cento del materiale radioattivo presente nell'impianto, poiché il restante 97 per cento di questa enorme bomba a orologeria di materiale nucleare altamente instabile è ancora all'interno del fatiscente complesso di Chernobyl" ha sottolineato Adi Roche, ceo del Chernobyl Children International (CCI), in una intervista all'Irish Independent. Dopo l'esplosione nel 1986 di uno dei reattori nucleari della centrale elettrica di Chernobyl, che ha portato al peggior disastro nucleare della storia fino all'incidente di Fukushima dell' 11 marzo 2011, è stato costruito uno scudo temporaneo sul reattore danneggiato, chiamato sarcofago. Nel 2010, è iniziata la costruzione di un nuovo scudo anticontaminazione che dovrà servire a prevenire future (e ancora possibili) perdite dal reattore distrutto, che conserva ancora il suo nocciolo radiattivo (fuso). "Chernobyl è il lascito mortale della vecchia Unione Sovietica in Ucraina, ed il mondo ha tutte le ragioni per essere estremamente preoccupato a causa della continua minaccia che pone, soprattutto in un momento di grande instabilità e crescente ostilità tra l'Ucraina e la Russia" prosegue Roche, avvertendo che la costruzione del nuovo sarcofago presso l'impianto nucleare potrebbe subire dei ritardi fino a due anni, e non concludersi quindi nel 2015 come da previsioni iniziali. "E' essenziale che la comunità internazionale comprenda i rischi derivanti da un tale ritardo" conclude il ceo del Chernobyl Children International.

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