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Checco Zalone su Facebook: mi scusino per zio Michele. Era un'iperbole

Checco Zalone durante la prima puntata del Resto Umile World Tour" diventa per poco più di 5 minuti Michele Misseri, e monta la polemica. Su Facebook il comico precisa: contavo "sulla capacità di tutti di comprendere l'iperbole".

Nonostante Checco Zalone l'avesse largamente preannunciato, spiegando per filo e per segno che l'imitazione di Michele Misseri era solo un "pretesto per fare satira sociale sulla tv", tanto che non ci sarebbe stato (come è stato) "alcun riferimento al fatto delittuoso", lo sketch che ha visto protagonista il contadino di Avetrana sembra che non sia piaciuto ad una parte di quel pubblico che ha seguito venerdì 2 dicembre la prima puntata dal "Resto Umile World Tour", andata in onda su Canale 5. La scenetta di Zio Michele non è durata più di 5 minuti, e in coppia con Claudio Bisio Checco Zalone ha tentato di prendere in giro quella parte di televisione che spettacolarizza (e fa audience) i fatti di cronaca nera. Il finto "zio Michele", in realtà, è stato forse per qualcuno molto meno "convincente" del vero, tanto che il siparietto (vedi il video al link - http://is.gd/1HlygR) ha in parte deluso non tanto per quello che andava a rappresentare ma proprio per la verve comica di Zalone e Bisio. Forse proprio perché il cabarettista sapeva che sarebbe andato a toccare un tasto delicato, e che molti avrebbero potuto prenderla per il verso sbagliato. Come poi è stato. Checco Zalone, infatti, si scusa infine sulla sua pagina di Facebook, scrivendo a caratteri cubitali: "Ciao ragazzi vi ringrazio, il risultato è stato soddisfacente dal punto di vista degli ascolti..... Mi scusino coloro che hanno trovato di cattivo gusto la parodia di Misseri...... Era un terreno rischiosissimo ed era in forse il pezzo. Poi abbiamo deciso di farlo contando sulla capacità di tutti di comprendere l'iperbole: era la tv del dolore che volevo prendere in giro ...... chi lucra su le tragedie .... Detto ciò per il futuro mi prometto di non essere così provocatorio, perché forse non ne vale la pena........". L'errore di Checco Zalone, infatti, è stato forse proprio quello di contare "sulla capacità di tutti di comprendere l'iperbole", non essendo probabilmente a conoscenza che già nel 2003 l'80% degli italiani erano "analfabeti funzionali", come ha ricordato pochi giorni fa il neo Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco (leggi "Visco: uscire da crisi? Serve istruzione. Troppi analfabeti funzionali" - http://is.gd/crBQdn), in base ad uno studio condotto dall'Adult Literacy and Lifeskills (ALL) che ha evidenziato come la maggioranza degli italiani "di età compresa tra i 16 e i 65 anni non sono in grado di compiere ragionamenti lineari e fare inferenze di media complessità estraendo e combinando le informazioni fornite in testi poco più che elementari". Forse questo è anche uno tra i motivi per cui l'Italia, una volta Paese di Santi, Poeti e Navigatori, sembra ormai interessata solo ai delitti. E alla comicità senza troppe pretese.

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