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Aylan su Charlie Hebdo: è polemica. Se il vilipendio è corretto solo alla religione

Quando la libertà di espressione contrasta con il pensiero mainstream nessuno si sente più Charlie. Offendere Maometto è lecito mentre disegnare delle vignette su Aylan potrebbe costare alla redazione di Charlie Hebdo una citazione davanti alla Corte penale internazionale per incitamento all'odio razziale.

Quando la libertà di espressione contrasta con il pensiero mainstream nessuno si sente più Charlie. Offendere Maometto è lecito mentre disegnare delle vignette su Aylan potrebbe costare alla redazione di Charlie Hebdo una citazione davanti alla Corte penale internazionale per incitamento all'odio razziale. Alcune vignette firmate dal disegnatore Riss del settimanale francese satirico Charlie Hebdo ha infatti sollevato diverse polemiche a causa delle caricature di Aylan Kurdi, il bambino siriano annegato e trovato morto sulla spiaggia di Bodrum in Turchia. Charlie Hebdo da sempre oltrepassa il non politicamente corretto ma in pochi all'epoca della strage alla redazione hanno avuto il coraggio di prendere le distanze dalla vignette del settimanale. L'onda social infatti ha fatto marciare (ma solo per pochi metri) persino i leader europei ma se il vilipendio non è alla religione ma ad un cadavere allora la libertà di satira può essere anche condannabile. L'umorismo nero sul piccolo Aylan ha infatti scandalizzato i lettori e soprattutto la Rete, tanto che Peter Herbert, avvocato e attivista per i diritti umani, ha scritto su Twitter: "Charlie Hebdo è razzista, xenofobo e ideologicamente un fallimento che rappresenta i costumi decadenti della Francia". Tra le vignette contestate a Charlie Hebdo quella che ritrae Aylan riverso sulla spiaggia con affianco un cartello pubblicitario della McDonald's che offre due menù per bambini al prezzo di uno, con la didascalia "così vicino alla meta". L'altra vignetta al centro dello scandalo quella con la didascalia: "La prova che l'Europea è cristiana" con Gesù che dice "I cristiani camminano sull'acqua" con affianco Aylan a testa in giù nel mare che risponde "I bambini musulmani annegano". Ma come sottolinea il vignettista Chaunu "molti utenti commentano senza alcuna analisi dell'immagine". Il disegnatore francese aveva infatti qualche giorno fa pubblicato sul suo account Facebook una vignetta che ritraeva Aylan sulla spiaggia con uno zaino sulle spalle e la didascalia "è il rientro". Il vignettista afferma di essere stato persino minacciato di morte. Chaunu spiega al sito 20 Minutes: "Questo bambino non potrà mai andare a scuola. Era solo un tributo".

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