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Cgia Mestre: Matteo Renzi a Treviso ascolti PMI, serve credito e infrastrutture

Matteo Renzi conferma che mercoledì 26 febbraio sarà a Treviso per incontrare il mondo delle "scuole, lavoratori, imprenditori e sindaci". La Cgia di Mestre, attraverso il suo segretario Giuseppe Bortolussi, invita quindi il premier "a prendere in serio esame le istanze che verranno sollevate dalle PMI di questo territorio".

Matteo Renzi conferma questa mattina, attraverso Twitter, che domani, mercoledì 26 febbraio, sarà a Treviso per incontrare il mondo delle "scuole, lavoratori, imprenditori e sindaci". Il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi invita quindi "a prendere in serio esame le istanze che verranno sollevate dalle PMI di questo territorio" anche perché "nonostante la crisi, nei primi 9 mesi del 2013, il Nordest statistico ha registrato un saldo commerciale straordinario: +32,2 miliardi di euro". In una nota, il segretario della Cgia di Mestre sottolinea: "Il fatto che la prima uscita in qualità di premier avvenga nel Nordest dimostra che Renzi ha capito che il rilancio del Paese passa soprattutto da qui. Meno tasse, meno burocrazia, diminuzione del costo del lavoro e sblocco dei debiti della Pubblica amministrazione, sono impegni che Renzi ha illustrato lunedì pomeriggio al Senato che il mondo delle piccole e medie imprese del Nordest aspetta da tempo". Bortolussi però precisa che "oltre a ciò, nel nostro territorio c'è bisogno soprattutto di credito e di completare le grandi infrastrutture, non solo quelle viarie" lamentando per esempio "il deficit nella copertura della banda larga di ultima generazione". Il segretario della Cgia quindi chiarisce: "Con un euro che rimane ancora molto forte, per reggere la concorrenza dei nostri competitori stranieri abbiamo bisogno di avere un sistema Paese che funzioni meglio e che costi meno. E vista la crescita esponenziale registrata in questi ultimi anni dalle sofferenze bancarie in capo alle imprese e alla corrispondente diminuzione degli impieghi, c'è la necessità di tornare a concedere credito alle nostre aziende che, come sappiamo, continuano ad essere sottocapitalizzate e costantemente a corto di liquidità".

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