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Cgia Mestre: Italia peggior pagatore d'Europa, in 4 anni tempi saldo aumentati

Dopo che la UE ha fatto scattare l'inizio della procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per i ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, la Cgia di Mestre ha calcolato che l'Italia è tra "i peggiori pagatori d'Europa" tanto che negli ultimi 4 anni sono aumentati i tempi medi di pagamento sia tra le imprese private sia tra la Pubblica amministrazione e le aziende private. La migliore d'Europa è, ovvimamente, la Germania.

Mentre la Commissione UE annuncia l'inizio della procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per i ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, la Cgia di Mestre ha analizzato l'andamento dei tempi di pagamento medi avvenuti in questi ultimi anni nei principali Paesi europei. Il risultato non sorprende più di tanto quando si scopre che l'Italia è quindi l'unico Paese che tra il 2009 e il 2013 ha visto aumentare i tempi medi di pagamento, sia tra le imprese private (più 8 giorni), sia tra la Pubblica amministrazione (PA) e le aziende private (più 42 giorni). In una nota, la Cgia di Mestre sottolinea quindi come nelle transazioni commerciali tra le imprese il saldo fattura avviene mediamente dopo 96 giorni (contro una media UE di 49 giorni), mentre la PA italiana e le nostre imprese il pagamento avviene dopo ben 170 giorni (contro una media UE di 61 giorni). A battere tutti i Paesi per celerità nei pagamenti è, ovviamente, la Germania, visto che in questi ultimi 5 anni "tra le aziende private la contrazione è stata di 15 giorni, pertanto il pagamento nelle transazioni commerciali tra imprese private avviene mediamente dopo 34 giorni" mentre "tra la PA tedesca e le imprese, invece, la riduzione è stata di 4 giorni" tanto che "nel 2013 il saldo fattura è avvenuto mediamente in soli 36 giorni". L'Italia rimane quindi tra "i peggiori pagatori d'Europa - sottolinea il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - e la distanza con le disposizioni previste dalla legge che ha recepito la Direttiva UE contro il ritardo nei dei pagamenti rimane abissale".

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