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Prandelli: mi dimetto, ma con Abete aggredito come se fossi un politico

L'Italia viene sconfitta dall'Uruguay per 0 a 1 e così finisce l'avventura degli azzurri in questi Mondiali 2014 del Brasile, non senza polemiche. Cesare Prandelli si dimette perché "il progetto tecnico è fallito" ma attacca: "Io e Abete aggrediti come se fossimo un partito politico".

L'Italia viene sconfitta dall'Uruguay per 0 a 1 e così finisce l'avventura degli azzurri in questi Mondiali 2014 del Brasile, non senza polemiche. Il ct della nazionale Cesare Prandelli si dimette subito dopo la partita affermando: "Sono responsabile del progetto tecnico, e dunque ho annunciato al presidente Abete, al vice presidente Albertini e al direttore generale Valentini le mie dimissioni. Mi sembra giusto visto il fallimento del progetto". In conferenza stampa, però, Prandelli si toglie qualche sassolino dalla scarpa, e ricorda: "Prima della firma del contratto c'era la volontà di andare avanti e di proseguire questo progetto. - sottolineando - Avevamo camuffato bene in quattro anni i problemi del calcio italiano. Poi siamo stati aggrediti, sia io che il presidente Abete, come se fossimo un partito politico e ci hanno accusato di prendere, anzi di rubare, i soldi ai contribuenti. Io ho sempre pagato le tasse e non ho mai rubato i soldi a nessuno. Se sbaglio tecnicamente, invece, è un discorso diverso e mi prendo tutte le responsabilità".

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