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Pensioni: serve flessibilità non prestito e anticipo di 4 anni, chiede Damiano

"Domani ci sarà l'incontro tra Governo e sindacati sui temi delle pensioni e del lavoro, che noi abbiamo rivendicato da tempo con forza. Chiediamo anche, al più presto, un confronto con il Parlamento", spiega in una nota Cesare Damiano, politico PD.

"Domani ci sarà l'incontro tra Governo e sindacati sui temi delle pensioni e del lavoro, che noi abbiamo rivendicato da tempo con forza. Chiediamo anche, al più presto, un confronto con il Parlamento. Su questi argomenti non si possono calare dall'alto le soluzioni: non siamo più all'emergenza economica del governo Monti ed il nostro sistema pensionistico è il più solido d'Europa. Lo dimostra quanto c'è scritto nell'ultimo Def: che i risparmi che si realizzeranno con le riforme del 2004 (Maroni), 2007 (Damiano) e 2011 (Fornero), saranno pari a 900 miliardi di euro fino al 2050" precisa Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro a Montecitorio.

"Rispetto alla proposta dell'Anticipo Pensionistico (APE), noi abbiamo quattro osservazioni: - precisa quindi il deputato PD - non vogliamo un prestito, ma una flessibilità e, quindi, l'ufficiale pagatore dev'essere l'Inps e non le banche; l'anticipo dev'essere di 4 anni e non di 3 come dice il governo; la penalizzazione annua dev'essere mediamente del 2% e, in ogni caso, le pensioni fino a 2.000 euro lordi mensili non devono superare tale soglia; devono essere coinvolti anche i lavoratori precoci, per i quali chiediamo la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi".

"Tre anni fa abbiamo presentato una proposta di legge sulla flessibilità delle pensioni ed il sindacato si è mobilitato unitariamente, con le sue proposte, sullo stesso obiettivo. - ricorda infine - Il fatto che la flessibilità sia entrata a far parte dell'Agenda politica di Matteo Renzi e che si sia aperto un confronto che deve proseguire, lo riteniamo un primo risultato. Sarà necessario trovare le soluzioni condivise e positive anche perché le pensioni orientano, da sempre, le scelte di voto di milioni di cittadini".

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