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In Def risparmio su pensioni pari a metà del debito pubblico: quindi stop a tagli, dice Damiano (PD)

"Non facciamo terrorismo previdenziale, lo dico a tutti. Moltiplicare messaggi allarmanti senza indicare le soluzioni crea confusione e ansia tra pensionati, lavoratori e giovani. La prima sicurezza da fornire ai cittadini è che il nostro sistema pensionistico non solo è solido", illustra in un comunicato Cesare Damiano, esponente PD.

"Non facciamo terrorismo previdenziale - dichiara in una nota l'esponente PD Cesare Damiano -, lo dico a tutti. Moltiplicare messaggi allarmanti senza indicare le soluzioni crea confusione e ansia tra pensionati, lavoratori e giovani".
Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera assicura quindi: "La prima sicurezza da fornire ai cittadini è che il nostro sistema pensionistico non solo è solido, ma è il più sostenibile d'Europa: nel Def il governo chiarisce che le riforme del 2004, 2007 e 2011, porteranno da qui al 2050 ad un risparmio sulle pensioni di 60 punti di PIL, pari a 900 miliardi di euro, vale a dire quasi la metà del debito pubblico. A questo incredibile risultato, poco noto, dobbiamo sommare gli effetti positivi della legge Dini del '95. - aggiungendo - Se qualcuno dovesse ancora sostenere che dobbiamo tagliare le pensioni, propongo che venga almeno proposto per gli arresti domiciliari".
"Noi vorremmo che governo e Inps informassero invece i lavoratori dei settori privati nati nel '52 che, con 64 anni di età, possono andare in pensione anticipata e che fosse rivisto il meccanismo dell'aspettativa di vita almeno per chi, gli assunti dal 1996, avrà il calcolo della pensione con il meccanismo retributivo puro, perché non ha senso imporre due vincoli all'uscita dal lavoro (età e importo dell'assegno pensionistico) a chi avrà una pensione corrispondente ai contributi versati. - sottolinea - Gli errori delle leggi e delle circolari vanno corretti e non utilizzati come una clava minacciosa nei confronti dei lavoratori indifesi, soprattutto di quelli più giovani. L'enorme montagna di risparmi sulla previdenza che si sono già realizzati e che si realizzeranno, consentono di restituirne una quota alle pensioni per correggere e non per cancellare l'attuale sistema, al fine di renderlo più flessibile e socialmente sostenibile."

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