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Flessibilità in uscita (PD): sbagliato calcolare su tutti gli aventi diritto, dice Damiano (PD)

Le proposte sulla flessibilità pensionistica in uscita.

"La proposta di flessibilità pensionistica presentata dal sottoscritto (Pdl 857), costerebbe 3 miliardi il prossimo anno e arriverebbe a 8 miliardi nel 2024, secondo i calcoli dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio. - espone in una nota Cesare Damiano, deputato PD - Mentre la proposta di Tito Boeri avrebbe un minore impatto sui conti pubblici: 650 milioni nel 2017 per arrivare a 2,8 miliardi nel 2024. L'Ape, invece, poichè nasce dall'esigenza di ridurre il più possibile l'impatto della flessibilità previdenziale sui conti pubblici, costerebbe di meno e sarebbe meno vantaggiosa per i lavoratori."

"Le simulazioni dell'Upb che escludono dal calcolo i dipendenti pubblici, si basano sull'ipotesi che tutti gli aventi diritto sfruttino l'opportunità di anticipare l'uscita dal lavoro. - chiarisce - Questo aspetto va tenuto in grande considerazione: se la platea dei potenziali fruitori di una nuova normativa sulla flessibilità è calcolata al 100%, il costo è ovviamente molto più elevato. L'UPB, non disponendo di dati disaggregati, può fare solo questo tipo di calcolo per dare una indicazione dell'ordine di grandezza dei costi."

"Quando lo stesso calcolo viene fatto dall'Inps o dalla Ragioneria che dispongono dei dati, è evidente che abbiamo delle sopravvalutazioni di costo che impediscono, nei fatti, di fare le leggi. Lo abbiamo già negativamente sperimentato con il Fondo dei lavori usuranti e con Opzione Donna. Le platee calcolate al 100% non distinguono tra lavoro e lavoro: è come dire che hanno la stessa propensione ad andare in pensione anticipata gli addetti ai forni della siderurgia e i docenti universitari e che, soprattutto, hanno la stessa aspettativa di vita" conclude.

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