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Crisi: in 7 anni più contanti in banca. Soldi ci sono, ma non si investono

Nonostante la crisi economica, il valore di contanti e depositi bancari è aumentato di 234 miliardi di euro negli ultimi sette anni. Il Censis spiega infatti che "gli italiani hanno preferito tenere i soldi cash o fermi sui conti correnti, a disposizione per ogni evenienza". In altre parole, i soldi ci sono, ma non si investono per paura del futuro.

Nonostante la crisi economica, il valore di contanti e depositi bancari è aumentato di 234 miliardi di euro negli ultimi sette anni. A renderlo noto il Censis, spiegandolo però con il fatto che "gli italiani hanno preferito tenere i soldi cash o fermi sui conti correnti, a disposizione per ogni evenienza". Dal 2007 ad oggi, infatti, le consistenze dei contanti e dei depositi bancari è passato infatti da 975 miliardi di euro a 1.209 miliardi di euro. Il Censis sottolinea inoltre che nello stesso periodo sono aumentati anche i soldi accantonati con assicurazioni e fondi pensione (più 7,2%) e con le polizze vita (più 21,3%). Il Censis sottolinea quindi che i soldi non investiti in consumi (meno -7,6% dal 2007 a oggi) e in immobili (dalle 807mila compravendite di abitazioni del 2007 si è passati alle 403mila del 2013) non sono "sfumati" ma bensì solamente "accantonati", in attesa di tempi migliori. Ed infatti, gli italiani riprendono a risparmiare, forse anche perché il 33% teme di diventare povero, come rivela il Censis. Solo il 30% sente infatti di avere le spalle coperte dal sistema di welfare, e cos' mette da parte i soldi per la paura di perdere il lavoro, o di non poter affrontre spese impreviste. Il 44% degli risparmia infatti per far fronte ai rischi sociali, il 36% perché è il solo modo per sentirsi sicuro, il 28% per garantirsi una vecchiaia serena.

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