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Contraffazione: per 74,6% giovani romani comprare merce falsa è ok

Il Censis svela che la grande maggioranza dei giovani romani (il 74,6%) acquista merce contraffatta, intenzionalmente, e ritiene che il reato sia di lieve entità. L'unica cosa che ferma il giovane romano a comperare un prodotto falso è il fatto di essere scoperti ad indossare qualcosa di "taroccato", e quindi fare una brutta figura. "La risposta delle istituzioni non può che essere anzitutto incentrata sull'informazione qualificata" afferma il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi.

La Direzione Generale Lotta alla Contraffazione-Uibm del Ministero dello Sviluppo Economico, nella sua azione di informazione e sensibilizzazione sul mercato del falso e la contraffazione rivolta anche alle giovani generazioni, ha voluto conoscere qual è il rapporto dei giovani con il consumo, con la moda, con il falso e quali sono le leve su cui insistere per arginare l'acquisto di prodotti contraffatti. Il Censis ha presentato oggi i risultati dell'indagine condotta su un campione di giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni intervistati a Roma nei mercati di Porta Portese, Via Sannio e Villaggio Olimpico. Il Censis svela quindi che la grande maggioranza dei giovani romani (il 74,6%) acquista merce contraffatta. Al primo posto della classifica dei prodotti più venduti nel mercato romano del falso ci sono i capi d'abbigliamento (67,3%), seguiti da cd e dvd (48,3%), accessori come cinture, portafogli, borse (45,3%), scarpe (37,5%), occhiali da sole (31,6%), orologi e bigiotteria (20,1%), prodotti elettronici (20,1%), prodotti informatici (18,2%), profumi e cosmetici (16,1%). Se la maggioranza degli intervistati spiega di comperare i prodotti contraffatti soprattutto nelle bancarelle sulle strada, ben il 22,8% afferma di trovare prodotti falsi nei negozi, mentre il 16,6% dei giovani romani li compra su internet ed un 7,5% all'interno di case private.

Il Censis sottolinea quindi che l'acquisto di un prodotto falso è il risultato di una scelta intenzionale, visto che appena l'11% era convinto di acquistare un prodotto autentico. La maggioranza dei giovani comprano prodotti falsi per risparmiare e il 76,1% degli intervistati ammette che sceglie il "tarocco" per punire le griffe che propongono la propria merce a prezzi troppo alti. Dall'indagine del Censis, infatti, emerge che l'acquisto di merce contraffatta è un atto socialmente accettato, che fanno tutti, visto che la pensa così il 66,5% degli intervistati. Il 63,9% dei giovani romani ritiene la contraffazione un reato di lieve entità, poiché ignari delle implicazioni negative per l'economia e il fisco, per la società e la salute, per il lavoro e la sicurezza personale. L'unica cosa che ferma il giovane romano a comperare un prodotto falso è il fatto di essere scoperti ad indossare qualcosa di "taroccato", e quindi fare una brutta figura.

"A fronte di un comportamento dei consumatori, soprattutto giovani, che sembra sempre più orientato a non considerare l'acquisto come un atto responsabile, anch'esso incluso nei propri doveri di cittadinanza, la risposta delle istituzioni non può che essere anzitutto incentrata sull'informazione qualificata, prima che sulla repressione" afferma il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi. Il Censis sottolinea che i temi in grado di colpire maggiormente l'attenzione e la sensibilità dei più giovani in vista di future campagne di informazione anticontraffazione sono: lo sfruttamento della manodopera e la negazione dei più elementari diritti dei venditori (per il 35,2%), e l'implicazione della criminalità organizzata nel processo di produzione, distribuzione e vendita di merce contraffatta (32,8%).

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