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Censis: Millennials "imprenditori" precari, sfamati dai Baby Boomers

Il Censis rivela che nel 2015 c'è stato un vero boom delle imprese dei Millennials, anche se a legger attentamente i dati più che imprenditori i giovani tra i 18 ed i 34 anni sono dei precari a partita IVA ancora sfamati dalla generazione degli ormai ex Baby Boomers (cioè i genitori ed i nonni).

Boom delle imprese dei Millennials, sottolinea il Censis. I Millennials sono quelle persone nate tra gli anni ottanta e i primi anni duemila e che apparentemente sono più propense ad investire nell'impresa privata. Il Censis sottolinea infatti che quasi 32.000 nuove imprese nate nel secondo trimestre del 2015 sono state fondate da un under 35, cioè sono state aperte più di 300 imprese al giorno guidate da giovani, con una crescita del 3,6% rispetto al trimestre precedente a fronte del +0,6% riferito al sistema d'impresa complessivo. Inoltre, un terzo di tutte le imprese avviate nel trimestre fa capo a un giovane. Ciò che non evidenzia il Censis è che forse i Millennials sono "costretti" ad aprire una propria impresa per poter lavorare, vista la crisi che non assicura un posto da dipendente, soprattutto pubblico. Ed infatti, sono 2,3 milioni i Millennials che svolgono un lavoro di livello più basso rispetto alla propria qualifica tanto che un milione di Millennials ha cambiato almeno due lavori nel corso dell'anno, 1,2 milioni dichiarano di aver lavorato in nero negli ultimi dodici mesi, 1,8 milioni hanno svolto lavoretti pur di guadagnare qualcosa, 1,7 milioni nell'ultimo anno hanno lavorato con contratti di durata inferiore a un mese, 4,4 milioni hanno fatto stage non retribuiti. Più che imprenditori, i Millennials sono i cosiddetti precari a partita IVA, dimenticati ed abbandonati dalla generazione degli ormai ex Baby Boomers (cioè i genitori ed i nonni). Ed infatti, più di 3,8 milioni di Millennials lavorano oltre l'orario formale e di questi 1,1 milioni lo hanno fatto senza ricevere il pagamento degli straordinari e ben 1,7 milioni con una copertura economica solo saltuaria. A 1,1 milioni di Millennials capita invece di lavorare anche di notte, a quasi 3 milioni durante il weekend. Ancora: 1,8 milioni lavorano a distanza, da casa o comunque lontano dal posto di lavoro, 1,9 milioni sono pendolari e 2,5 milioni viaggiano spesso per lavoro in città diverse da quella in cui risiedono. Ed infatti, i Millennials pur lavorando e vivendo per conto loro (non tutti) riescono ad arrivare alla fine del mese solo grazie all'aiuto regolare dei genitori. L'indagine del Censis rivela che, nel 2014, dai conti correnti dei genitori verso quelli dei figli sono transitati circa 4,8 miliardi. Soldi che non bastano comunque (anche perché di norma i genitori boomers hanno viziato i figli millennials) tanto che ben l'81 per cento degli intervistati dichiara di aver dovuto rinunciare a prestazioni o consumi di welfare per pagare le bollette. Nonostante questo, il 42,1% dei Millennials pensa ancora (o forse spera ardentemente) che il meglio deve ancora venire contro il 59,1% degli italiani che ritiene invece che per il nostro Paese i giorni migliori siano ormai nel passato (quelli tra il 1945 ed il 1964).

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