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Treviso: cittadinanza italiana onoraria a bambini nati da genitori stranieri

Il Comune di Treviso sta studiando un regolamento per conferire la cittadinanza italiana onoraria a tutti i bambini residenti nella città e nati in Italia da genitori stranieri. Per LUca Zaia, che apre ad una cittadinanza italiana vera e propria ad un bambino di 10 anni, spiega che quando "un'amministrazione di centrosinistra si muove autonomamente dal suo governo, questo segna il fallimento e l'inefficienza della politica per l'immigrazione del ministro Cecile Kyenge".

Il Comune di Treviso sta studiando un regolamento ad hoc per conferire la cittadinanza italiana onoraria a tutti i bambini residenti nella città e nati in Italia da genitori stranieri. Ad annunciarlo è l'assessore alle politiche all'immigrazione, Anna Caterina Cabino, a margine della consegna della cittadinanza italiana a uno degli attivisti storici delle associazioni stranieri di Treviso. E' "un segnale politico" ha sottolineato l'assessore Anna Caterina Cabino, che giunge, paradossalmente, da un territorio considerato come ex feudo leghista. Ed infatti, l'ex vicesindaco Giancarlo Gentilini bolla la proposta come "pura propaganda" e attacca il sindaco Giovanni Manildo, sottolineando: "E' grave che un avvocato come lui non conosca il regolamento cittadino per il conferimento della cittadinanza onoraria. È una forzatura. Si dia una mossa sui temi veri, sicurezza e welfare, invece di deliziarci ogni giorno con dichiarazioni da cabaret buonista. Il conseguimento della cittadinanza è la conclusione del processo di integrazione, non l'inizio". L'assessore Cabino spiega invece che "la cittadinanza onoraria è un modo per far sentire i bambini maggiormente parte della nostra comunità" ed ammette che le piacerebbe che fosse proprio il ministro per l'Integrazione "a consegnare i riconoscimenti". Luca Zaia, che non sembra vedere "nulla di male se un bambino di 10 anni ottenesse la cittadinanza italiana" e non quella onoraria, visto che "in Italia la cittadinanza si ottiene a 18 anni o dopo 10 anni di residenza", precisa invece che quando "un'amministrazione di centrosinistra si muove autonomamente dal suo governo, questo segna il fallimento e l'inefficienza della politica per l'immigrazione del ministro Cecile Kyenge, perché non si è ancora capito dove vuole arrivare".

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