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Feci contro casa Cecile Kyenge: razzismo? No, non raccoglie bisogni del cane

Qualche giorno fa Cécile Kyenge ha denunciato come atto di razzismo il fatto di aver trovato le mura della sua casa imbrattate con feci di animali. Un vicino di casa però chiarisce: "Vendetta perché il marito non raccoglie mai i bisogni del cane".

Le feci imbratte contro la casa dell'ex ministro Cecile Kyenge a Gaggio in Piano, frazione di Castelfranco Emilia (Modena), non sarebbero state un episodio di razzismo ma una piccola vendetta da parte di un vicino.
Qualche giorno fa la Kyenge aveva denunciato l'atto di vandalismo sostenendo a La Stampa che alcune persone la odiano "in quanto donna, di colore e di successo".
Subito è scattata la solidarietà bipartisan, persino dal leghista Mario Borghezio che ha "deplorato il gravissimo atto".

A Il Resto del carlino, però, in forma anonima un vicino di casa precisa che non si tratta di xenofobia ma di una risposta per la maleducazione, così sostiene, del marito di Cecile Kyenge.
Secondo tale ricostruzione, il marito dell'europarlamentare infatti non raccoglierebbe mai le feci del cane. Esasperato per tale comportamento, alla fine il vicino ha deciso di imbrattate con escrementi animali la casa di Kyenge.

© riproduzione riservata | online: | update: 16/04/2018

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