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Pantani: assolto Carlino. Mamma ciclista: ancora aspetti inspiegabili

Fabio Carlino è stato assolto dalla Cassazione da ogni accusa riguardo la morte di Marco Pantani perché "il fatto non sussiste". La mamma di Pantani sottolinea però che ci sono ancora "aspetti inspiegabili in questa vicenda".

Per Fabio Carlino è "la fine di un incubo", mentre per la mamma di Marco Pantani, il ciclista morto nel 2004 a causa di un "edema polmonare e cerebrale, conseguente a un'overdose di cocaina" (Wikipedia), "è una vergogna". Fabio Carlino è stato infatti scagionato da ogni accusa riguardo la morte di Pantani, con formula piena perché, come sottolinea il suo difensore, "il fatto non sussiste". "Con questa decisione della Cassazione, Carlino è stato completamente assolto da entrambe le due imputazioni per le quali era stato condannato: insomma è totalmente estraneo sia alla vicenda dello spaccio di droga sia a quella della morte di Marco Pantani per le conseguenze dell'overdose" sottolinea il suo avvocato, Alessandro Gamberini. Fabio Carlino era infatti accusato di aver provocato, con la vendita di cocaina, la morte per overdose di Marco Pantani, e in primo e secondo grado era stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione oltre a 19mila euro di multa e ad un risarcimento pari a 300mila euro in favore della famiglia di Pantani. Sembra che durante la sua requisitoria sia stato anche il sostituto procuratore generale della Cassazione Oscar Cedrangolo a sollevare dei dubbi sulla colpevolezza di Fabio Carlino, spiegando di "aver avuto la sensazione che la spettacolarizzazione data dai media alla morte di Pantani, abbia spinto i giudici di merito ad una eccessiva attribuzione di responsabilità" (repubblica.it - http://is.gd/ibqSX3). Per la mamma di Pantani, invece, continua a non esserci "giustizia". "Anzi - aggiunge Tonina Belletti - è stata fatta ancora una volta dell'ingiustizia, quanto accaduto è incredibile. In Italia si possono rovinare le persone e poi farla franca. Eravamo certi di vincere, ma io non mi abbatto" perché, conclude la donna, "ci sono aspetti inspiegabili in questa vicenda, dentro di me c'è una tristezza enorme". Fabio Carlino considera invece "una vergogna civile il fatto che, dopo e nonostante il verdetto della Cassazione che ha accertato la mia totale estraneità anche in relazione allo spaccio, i media continuino a parlare di me come di un 'pusher' ".

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